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Cronaca

Berlusconi apre sulla manovra: «La rivedremo»

«Rivedremo la manovra». Tre parole e cambia tutto. Nel giorno in cui il governatore Formigoni ribadisce la posizione «unanime» delle Regioni contro i tagli, ma soprattutto a poche ore dal messaggio tutto-anti-sprechi inviato dal G20 di Toronto in mattinata, ieri sera il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto quello che sembra più di uno spiraglio.Dopo il viaggio in Brasile – sarà impegnato in una missione di due giorni nel segno del business – Berlusconi dovrebbe incontrare i governatori e avviare il confronto, che terrà conto, appunto, della marea delle difficoltà sollevate dagli amministratori.Fronte compattoDel resto, Formigoni era stato chiaro anche ieri. «La posizione delle regioni è unanime – aveva ribadito il governatore -, chiediamo di cambiare la manovra in un’ottica di responsabilità. È necessaria, vogliamo però si tenga conto di chi in questi anni ha lavorato e ha lavorato bene. La posizione delle Regioni è unitaria, è inutile che qualcuno faccia il furbo e cerchi di vedere distanze che non ci sono».Nessun dietrofront: «Con tutte le Regioni – diceva Formigoni – dopo l’incontro negativo della scorsa settimana con il ministro Tremonti, abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio che, sono convinto, ci concederà quando tornerà dall’estero. Andremo comunque a informare anche il presidente della Camera, del Senato e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».E rispetto a quanto dichiarato da Berlusconi ieri mattina (tagliare «è sempre difficile e doloroso, ma non si può andare avanti così a sprecare i soldi dei cittadini»), il governatore lombardo era tornato a proporre di «dar vita ad una commissione mista Stato-Regioni che vada ad investigare, sotto gli occhi dei cittadini, dove sono gli sprechi per annullarli».Ok dei sindacatiIntanto, l’azione del presidente della Lombardia incassa l’appoggio dei sindacati e del mondo imprenditoriale. Ieri, nel corso della presentazione del Piano regionale di sviluppo, le sezioni lombarde di Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Confartigianato, assieme a un’altra ventina di sigle, tra cui Anci e Coldiretti, hanno sottoscritto un documento, firmato anche dallo stesso governatore, in cui viene espresso «convinto appoggio all’azione del presidente Formigoni».

 

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