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Presentato a Torino il progetto promosso Giovani Professionisti Italiani

Riprendiamoci il divertimento, arriva in Piemonte la campagna anti-sballo

E’ arrivata in Piemonte la campagna nazionale anti-sballo “Riprendiamoci il divertimento”. Domani i frequentatori della discoteca Club 84 di Torino potranno provare un “percorso ebbrezza” indossando occhiali che simulano l’effetto dell’alcol, ascoltare la jena Dino Giarrusso smitizzare il modello “più bevo e più mi diverto”, e all’uscita servirsi da un buffet e fare la prova dell’etilometro. Il progetto è stato creato dai Giovani Professionisti Italiani, finanziato dalla Presidenza del Consiglio, e sostenuto dalla Regione Piemonte. Alla presentazione oggi a Torino sono intervenuti l’assessore Monica Cerutti e il presidente della VI Commissione Daniele Valle. “Aiutare i ragazzi a essere cittadini – ha detto Cerutti – è uno dei nostri obiettivi. Per questo scopo stiamo riscrivendo la legge piemontese sui giovani, che risale al 1995”. “L’abuso dell’alcol – ha rimarcato Valle – non è colpito dallo stigma di altri consumi dannosi, come il fumo. Il percorso da fare è ancora lungo”. “Noi non diciamo che non bisogna bere – hanno sottolineato il presidente dei Giovani Professionisti Italiani, Luigi Bartone, e il responsabile del progetto, Felice Castrignanò – ma vogliamo far capire l’importanza della sicurezza, nella speranza che diventi uno stile di vita. Organizzare navette per portare i ragazzi i discoteca non è la soluzione. La soluzione è renderli responsabili”. “Per comunicare con questi giovani – hanno spiegato – è stata organizzata una task force da discoteca che parli lo stesso linguaggio dei ragazzi. Agganciandoli con il ‘percorso ebbrezza’, con i questionari sulle loro abitudini e il loro grado di felicità, con il buffet offerto all’uscita quando i decibel si abbassano ed è più facile comunicare, abbiamo scoperto che questi giovani non sono informati sui rischi che corrono. Non sanno quando scatta il ritiro della patente, o che l’alcol porta a una errata valutazione delle distanze. Quando hanno capito i rischi, la risposta è stata molto positiva, molti di loro ci hanno ringraziati”. Obiettivo della campagna, che prevede anche uno spot, è lavorare sull’autoconsapevolezza dei partecipanti alle serate, per renderli coscienti dei rischi legati alla guida in condizioni alterate, e per far percepire quanto tali comportamenti siano legati a una condizione di felicità o infelicità. 

 

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