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L’uomo è stato travolto da un’auto. Sul collo, accanto a un coltellino, la scritta “Alex”

Ciclista in fin di vita dopo lo schianto. Solo un tatuaggio per dargli un nome

Un tatuaggio col nome “Alex” all’altezza del collo e, vicino, un altro tatuaggio con un coltello stilizzato. Sono gli unici segni distintivi dell’uomo che nella tarda serata di martedì stava pedalando in sella ad una bicicletta da corsa lungo la strada provinciale 501 ” de lla Reggia” quando è stato investito da una Ford Fiesta che stava procedendo in direzione della Reale. Il ciclista non aveva alcun documento con sé e dall’altra sera nessuno si è ancora recato dai carabinieri o dalla polizia per denunciarne la scomparsa. Un investimento con i contorni del giallo, perchè oltre a non sapere l’identità, gli agenti della polizia stradale di via Avogadro non sanno per quale motivo abbia imboccato quella strada, dato che è vietata al transito per le biciclette. Così come non è chiaro da dove provenisse e dove fosse diretto.

L’uomo, dall’apparente età di 30 anni, è stato operato nel primo pomeriggio di ieri all’ospedale Giovanni Bosco di Torino per ridurre un vasto ematoma al cervello. Per il momento i medici non si pronunciano: è in prognosi riservata nel reparto di rianimazione e lotta fra la vita e la morte, con le condizioni che sono monitorate di ora in ora. Se il decorso post operatorio sarà positivo, il ciclista sarà poi operato nei prossimi giorni per ridurre le fratture agli arti. Nulla di preoccupante per i due ragazzi a bordo della Fiesta: illesi ma in stato di shock.

«Non lo abbiamo visto. Abbiamo solo sentito un tonfo sordo e ci siamo fermati. Solo dopo ci siamo accorti del ciclista a terra», hanno detto i giovani alle forze dell’ordine. I due ragazzi si sono subito fermati e hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono prontamente intervenuti gli agenti della Polstrada, l’equipe medica della Croce Verde e i vigili del fuoco. Gli agenti della sezione di via Avogrado ora dovranno attendere le perizie della scientifica, chiamata a confrontare le impronte digitali dell’uomo con quelle presenti nei database, sperando di dare così un nome ed un volto al ciclista. Secondo i primi accertamenti compiuti dagli agenti della Polstrada, i due ragazzi non viaggiavano a forte velocità e il ciclista, travolto in un tratto di strada buio, non era provvisto di un giubbotto catarinfrangente.

Il vicesindaco della Città Metropolitana, Alberto Avetta, spiega: « In questi giorni provvederemo ad una ricognizione della strada per appurare se vi siano di nuovo problemi con l’illuminazione. Ma comunque sia, quel ciclista non doveva transitare lungo la Circonvallazione ». 

 

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