Andrea Appiano (Pd): «Abbiamo voluto fare un esperimento su Facebook»

«Reperti di epoca romana sotto la ciclabile». Ma era una bufala del consigliere regionale

«Reperti archeologici sono stati trovati nel cantiere di riqualificazione della pista ciclabile che collega Bruino con Rivalta. Anfore e pugnali, tutti nella zona al confine con Rivalta. C’è bisogno di scavi approfonditi ». Ma era tutta una bufala, organizzata, tra gli altri, anche dal consigliere regionale Pd ed ex sindaco di Bruino, Andrea Appiano.

Il canale utilizzato per far credere che sotto Briuno si nascondesse una cittadella romana è stato, nemmeno a dirlo, il più noto tra i social network: Facebook. Sul gruppo “Sei di Bruino se” ieri pomeriggio uno degli amministratori del gruppo, tra gli organizzatori dello scherzo, ha pubblicato una pagina di un fantomatico “Giornale di…” dove si leggeva il titolo “Reperti romani a Bruino”. Sotto una descrizione dettagliata di cosa sarebbe venuto alla luce durante i lavori per il progetto di Corona Verde, il piano provinciale di collegamento delle piste ciclabili. Tra oggetti vari, anche presunti “resti umani”. Con tanto di intervista ad un archeologo che spiegava quale fosse la situazione.

A fomentare poi il tutto ci hanno pensato gli amministratori stessi con il consigliere Appiano. Pubblicando scambi anche aspri di battute e accuse (costruite ad arte anche queste), che hanno fatto cadere nella trappola tante persone. Molti infatti hanno commentato dando contro alle istituzioni “ree” di «troppo silenzio». «Come si fa a tenere nascosta una notizia del genere?», si chiedevano in molti, con Appiano che rincarava la dose con un post assolutamente credibile vista la carica che ricopre: «Adesso che si è riusciti a tirar fuori la notizia che doveva restare riservata, posso permettermi di togliermi qualche sassolino. La settimana scorsa il sovrintendente mi ha cercato in Regione pregandomi riservatezza assoluta. La penuria di fondi ha impedito di fare un vero cantiere e proteggere adeguatamente i reperti. Ora corriamo il rischio della corsa al reperto, mentre devono ancora essere organizzati gli scavi ufficiali». A caderci sono stati tanti.

Ma in realtà era tutto finto ed è stato poi svelato qualche ora dopo. I lavori della pista ciclabile sono finiti da settimane, tant’è che è già usata dagli amanti delle due ruote. E non c’è nessun reperto romano. Ma perchè allora creare una bufala così? «Volevamo fare un esperimento sulle dinamiche dei rapporti nei social network – ha spiegato Appiano -, facendo notare come esistano tanti polemici di Facebook che spesso e volentieri parlano di cose che neppure conoscono».

 

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