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Zambrotta difende Cannavaro: «Non si discute»

Dunque, si cambierà. Ma non tan­tissimo. Probabilmente a centrocam­po, di sicuro in attacco (e qui capirci qualcosa è un vero rebus), niente in difesa. È la vigilia di Italia-Slovacchia (si gioca domani, alle 16, a Johanne­sburg, in contemporanea con Para­guay- Nuova Zelanda), partita da den­tro o fuori per gli azzurri. Ipotesi di formazione: Marchetti; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito, e fin qui è tutto facile. Potrebbe esserci una novità a centrocampo, serve una scos­sa e chi meglio di Gattuso (al posto del deludente Marchisio)? Con lui, nel caso, confermati De Rossi e Mon ­tolivo. Reparto offensivo: nella parti­tella che ha chiuso ieri l’allenamento italiano (andato in scena dalle 11 alle 12.30 della mattina, con tantissimi giornalisti slovacchi. Oggi sarà possibile vedere solo 15′, poi porte chiuse) Lippi ha prova­to due tridenti, da una parte Ia­quinta- Gilardino- Di Natale,dall’altraQuagliarella-Pazzini ­Pepe. Sembrerebbe, ma è solo un’ipotesi, favorito il primo bloc­co. È possibile, comunque, che si vada verso un 4-3-3, dunque ecco un terzo cambio di modulo in altrettante partite, segno, forse, che le idee chiarissime il ct italia­no non le ha, se non altro perché le squadre che più hanno impres­sionato finora nel torneo, tutte sudamericane, Argentina, Brasi­le, Cile e Uruguay, hanno sempre giocato con lo stesso sistema tat­tico. Qualcosa vorrà pure dire, o no? Intanto, parola alla difesa, in tutti i sensi: «Le critiche ci stanno nel cal­cio, per carità – ha detto Gianluca Zambrotta, uno che non va mai sopra le righe -. Ma mi ha dato fastidio essere bollato come finito. Invece ne­gli ultimi due-tre mesi mi sono prepa­rato bene per questo Mondiale. Allo­ra, visto che non ero bollito? C’è poco equilibrio, un giorno sei una stel­la, il giorno dopo finisci giù». Già, è il destino dei calciatori. È sempre stato così e sempre sarà. Ma c’è di peggio, vivaddio. «Non discutiamo Cannavaro – conti­nua poi il difensore del Milan ­ non è possibile: arrivarci, a 37 anni ,come sta lui. Non credo si possa accusarlo per i due gol pre­si. Quello con la Nuova Zelanda era un pallone sbucato all’im ­ provviso. Ha subìto critiche in­giuste, è solo stato sfortunato». Chiusura sul match di domani: «Uscire dal Mondiale? Non ci voglio nemmeno pensare». L’ul­timo successo dell’Italia risale al 18 novembre 2009, 1-0 alla Svezia, in amichevole. Segnò un attaccante? No, Chiellini…Gianmario Bonzi

 

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