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Giallo Rosboch, presto faccia a faccia tra i due killer

Perizia psichiatrica per Gabriele, in cella tra lacrime e pillole

Il verbale è stato secretato e dunque di quello che Gabriele Defilippi ha detto lunedì scorso al procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando si hanno solo pochi dettagli. E, per certi versi, ancora meno certezze: quello che il giovane arrestato per l’omicidio di Gloria Rosboch dice deve essere attentamente vagliato. Troppe versioni, troppe diverse immagini di sé: Gabriele appare camaleontico anche nel confronto con gli inquirenti.

In attesa del seguito dell’interrogatorio, il 31 marzo, e di un probabile faccia a faccia con l’ex amante e complice Roberto Obert, per Defilippi in questi giorni sono cominciati i colloqui in carcere con lo psichiatra Enzo Villari, primo passo di quella valutazione psichiatrica che per la difesa può rappresentare l’unica maniera di evitare un sicuro ergastolo al processo. Già anni fa per Gabriele venne chiesta una perizia psichiatrica, ma la madre Caterina Abbattista si oppose. Si trattava di una “questione di famiglia”, con il giovane che avrebbe minacciato pesantemente l’ex compagno della madre, nonché padre del fratellino, che ora ha 13 anni. Il giudice che si occupava del caso in sede civile (la Abbattista chiedeva un risarcimento) aveva ritenuto necessaria una valutazione psichiatrica sul ragazzo, ma poi non se ne fece nulla in quanto la madre rinunciò anche alla causa.

Adesso Gabriele è sottoposto a terapia psichiatrica in carcere (l’altro giorno l’interro gatorio è stato interrotto proprio per consentirgli di assumere i farmaci): è visibilmente dimagrito (una cinquantina di chili per un metro e ottanta di altezza) e piange spesso.

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