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Cronaca
Il terrorista vuota il sacco. Indagini flop: l’indirizzo di Abdeslam era noto da dicembre. Aperta inchiesta interna

BRUXELLES SOTTO ATTACCO Salah choc: “Non mi sono voluto far saltare in aria”

Pur riconoscendo il suo ruolo a livello logistico nella preparazione degli attentati di Parigi, lo scorso 13 novembre, Salah Abdeslam, il terrorista arrestato a Bruxelles nei giorni scorsi, ha indicato in Abdelhamid Abaaoud – ammazzato il 18 novembre in una sparatoria con la polizia a Saint-Denis – il principale responsabile della strage di Parigi e rivelato di avere deciso all’ultimo di non farsi saltare in aria. Abdeslam, secondo le informazioni dell’emittente belga “Bfmtv“, ha iniziato a parlare con gli inquirenti e, il 19 marzo, ha rivelato alcuni dettagli sull’organizzazione degli attacchi eseguiti nella capitale francese. Oltre ad affermare di non conoscere i tre kamikaze del Bataclan, Abdeslam avrebbe anche confermato che “nove persone oltre a lui” hanno partecipato agli attentati a Parigi e allo Stade de France. Il terrorista ha quindi spiegato che suo fratello maggiore sarebbe l’elemento centrale del suo coinvolgimento. Salah avrebbe infatti “affittato macchine e alberghi” proprio “su richiesta” di Brahim, che quella drammatica notte si è fatto saltare in aria al caffè Comptoir Voltaire. E lo stesso Brahim aveva anche nascosto a Bobigny la “sua cintura esplosiva” in vista dell’operazione. Abdeslam ha inoltre raccontato che “ogni volta che ha dovuto pagare qualcosa per preparare questi attentati i soldi provenivano” da suo fratello. 
 
IL TERRORISTA: RESPONSABILE ATTACCHI E’ ABAAOUD
Il terrorista ha comunque sostenuto che il responsabile degli attacchi “è Abdelhamid Abaaoud, lo so tramite mio fratello Brahim. E’ lui che mi ha spiegato che Abaaoud era il responsabile. Ho visto Abaaoud a Charleroi la notte tra l’11 ed il 12 novembre del 2015. E’ l’unica volta che l’ho visto in vita mia”. In realtà, si legge ancora sul sito di Bfmtv, i due uomini erano stati condannati insieme per rapina nel 2010. Si tratta solo di una delle distorsioni o omissioni dei fatti nel racconto di Abdeslam. Ricordando la sera del 13 novembre, dove anche lui si sarebbe dovuto fare saltare in aria allo Stade de France insieme ad altri tre kamikaze, Abdeslam sostiene che conosceva “Bilal Hadfi“, ma non “gli altri due, due iracheni”. “Dovevo entrare nello stadio come spettatore – ha aggiunto durante l’interrogatorio – ma non avevo il biglietto. Tuttavia, ho rinunciato quando ho parcheggiato. Ho lasciato i passeggeri e sono ripartito. Mi sono affidato al caso”. Successivamente, dopo essere stato in metropolitana, “ho contattato una sola persona, Mohammed Abrini“. Tuttavia, dalle indagini è emerso che Abdeslam aveva contattato diverse persone prima che due suoi amici – Mohammed Amri e Hamza Attou – lo raggiungessero a Parigi per portarlo in Belgio. Alla fine è quindi iniziata la lunga fuga, durante la quale “si è nascosto da Mohamed Belkaid a Schaerbeek, poi a Forest“. 
 
INDIRIZZO SALAH ERA NOTO, APERTA INCHIESTA INTERNA
La polizia belga ha aperto un’inchiesta interna dopo che è trapelato che l’indirizzo a cui è stato arrestato Salah Abdeslam a Molenbeek era stato segnalato in un rapporto a dicembre che non è mai stato trasmesso alla cellula antiterrorismo della polizia giudiziaria. Lo riferiscono La Derniere Heure e diversi media fiamminghi. Già il 7 dicembre, infatti, un poliziotto di Malines aveva segnalato in un rapporto l’indirizzo di 79 rue des Quatre vents, poi rivelatosi il rifugio in cui il 18 marzo è stato trovato il 26enne super latitante che aveva girato varie case di Bruxelles. L’informazione, però, non era stata inoltrata all’antiterrorismo. Si arricchisce così di un altro tassello il mosaico di errori delle autorità belghe nelle indagini sulla cellula jihadista delle stragi di Parigi e Bruxelles. Il Comitato P, l’organo di controllo dei servizi di polizia in Belgio, ha confermato l’apertura di un’inchiesta per la mancata circolazione di questa informazione. 
 
BLITZ A FOREST: ARRESTATO ALTO SOSPETTO
Intanto non si fermano le operazioni delle forze dell’ordine. Nuovo blitz della polizia, questa mattina a Bruxelles. Un sospetto è stato arrestato nel quartiere di Forest, lo stesso da dove era scappato dieci giorni fa Salam Abdeslam, prima di essere catturato a Molenbeek, e dove era rimasto ucciso Mohamed Belkaid, coinvolto negli attacchi di Parigi. Lo riferisce la radio belga Rtbf. L’arresto di oggi si aggiunge ai sei effettuati ieri sera in raid nei comuni brussellesi di Jette e Schaerbeek. 

 

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