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L’ultima ad aver tagliato il traguardo è Vincenzina Villella

Un’altra centenaria per l’Atc. «La decana è nata nel 1913»

Non tutti possono raccontare al proprio figlio o nipote di aver raggiunto il traguardo dei cento anni. Eppure nelle case popolari di Torino sono tanti i pensionati che sembrano voler puntare a questo prestigioso traguardo. Tre sono gli anziani che festeggeranno nell’anno in corso mentre altri cinque aspettano invece di raggiungere questo obiettivo nel 2017. Il record spetta ad una signora che ha compiuto 100 anni nel 2013, seguita da altri tre nati nel 1914 e da uno nato nel 1915. Mentre fresca fresca di festa, con tanto di fiori e pasticcini, è la signora Vincenzina Villella di via Nicola Fabrizi, quartiere Parella, che domenica 20 marzo ha raggiunto i cento insieme a parenti e figli.

All’evento, ieri mattina, ha preso parte anche il presidente Atc Marcello Mazzù che ha potuto così stringere la mano alla pensionata originaria di Lamezia Terme. Una donna tutta di un pezzo che ha passato la sua vita a crescere i figli e ad occuparsi della casa.

«A Torino sono arrivata nel ’61 – racconta la donna -. Avevo già perso mio marito, morto per appendicite, e mi sono tirata su le maniche per allevare Leopoldo e Pasquale». Ossia i suoi due figli. E Leopoldo, con un passato nelle industrie del tessile, oggi si occupa della mamma, cercando di non farle mancare nulla. Mentre Pasquale, ex operaio Fiat, si è trasferito nel sud Italia.

Alla sua età Vincenzina è circondata dall’affetto dei suoi cari e dei tanti residenti delle popolari di via Fabrizi. «La mia passione? Probabilmente la settimana enigmistica – risponde la domanda . Sono abbastanza brava. Poi amo molto le soap, a cominciare da “Tempesta d’amore”».

«In tutto dunque, con la signora Villella, nelle case popolari vivono sei ultracentenari – spiegano da corso Dante -. Un numero considerevole ma statistico se si considera che nelle case dell’Atc della città vivono oltre 11mila persone con più di 65 anni. Di queste, 3mila hanno più di 80 anni». Insomma nelle palazzine dell’istituto la longevità non è proprio da considerarsi un tabù.

 

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