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Il Borghese

Sorridevano al mondo

Francesca ha vent’anni ma trova parole di grande maturità, e molto più pertinenti e appropriate di tanti comunicati di politici e autorità assortiti, per rivolgersi ai genitori delle sue amiche strappate alla vita da un incidente a dir poco assurdo. Lei era in Spagna e non è rimasta coinvolta in questa sciagura perché è dovuta rientrare prima in Italia. Tramite i social network, perché questi sono i mezzi che si utilizzano oggi anche per veicolare il dolore e la vicinanza, dice «Le vostre figlie erano felici lì…». Aggiunge: «Ogni mattina uscivamo di casa entusiaste, lo stavamo facendo perché volevamo qualcosa in più per il nostro futuro… Quindi no, non avete sbagliato».
Non avete sbagliato a lasciarle partire, intende. Una giovane che ha tutta la saggezza del mondo nell’intuire ciò che un genitore ha paura di sentire nel suo cuore: un senso di colpa, un rimorso assurdo che non ha ragione d’essere. Fa male persino pensarlo, ma una persona che voglia addossarsi una colpa inesistente per una simile tragedia lo fa per una inconscia forma di razionalità: se è impossibile incolpare qualcuno, fosse anche il destino (alle responsabilità dell’autista penserà la magistratura), la logica del lutto porta a colpevolizzarsi. Ma i genitori di queste sette ragazze strappate al futuro non devono avere pensieri simili. La morte ha colpito in un giorno di festa, in una esperienza fatta di studio e impegno ma anche gioia. E fa male ancor di più vedere queste foto di ragazze bellissime e sorridenti, che abbracciavano una esperienza di vita all’estero perché il mondo era casa loro, come per tanti giovani.
L’Europa è diventata un posto molto piccolo per questi ragazzi e anche il mondo stesso si è rimpicciolito: le distanze fisiche vengono colmate in minor tempo e certi confini difficoltà di lingua, usi e costumi differenti – per le giovani generazioni non esistono praticamente più. Si potrebbe dire che un incidente stradale avrebbe potuto portare via queste esistenze anche a due passi da casa, ma è una consolazione? No, non può esserlo. Proprio perché è stata colpita una parte del futuro delle nostre città e del nostro Paese, ma anche di altri Paesi, è stata colpita la bellezza della gioventù, è giusto che si sappia quali sono state le reali cause, se c’è stata negligenza da parte di qualcuno. La giustizia faccia il suo corso, ben sapendo che nulla ridarà a noi tutti quei sorrisi, quegli occhi spalancati su un futuro che pareva a portata di mano, pronto soltanto da abbracciare.
Twitter @AMonticone

 

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