Cronaca

Strage di Parigi, Salah si oppone all’estradizione in Francia

Sì alla collaborazione con qui inquirenti belgi, no all’estradizione in Francia. Questi i due punti fondamentali del primo interrogatorio di Salah Abdeslam davanti  al giudice delle indagini preliminari, che ne ha convalidato l’arresto e lo ha formalmente incriminato in relazione agli attacchi terroristici del 13 novembre scorso a Parigi. “Collabora con la giustizia belga. Tra un’ora saremo di ritorno, nell’ambito del mandato d’arresto europeo sulla base del quale la Francia chiede l’estradizione, e vi posso dire fin d’ora che si opporrà all’estradizione” le parole del legale Sven Mary. Ieri Salah è stato ferito e catturato dalle teste di cuoio durante un’incursione nel sobborgo di Molenbeek a Bruxelles: avrebbe ammesso di essere a Parigi il giorno degli attentati, quando morirono 130 persone. Nel corso dell’interrogatorio Salah ha spiegato al giudice perchè non si è fatto esplodere a Parigi. “Si, lo ha spiegato – ha detto il legale – non dirò di più al momento perchè è troppo presto. In ogni caso non è rimasto in silenzio davanti al giudice”. Il mio assistito, ha affermato, “collabora con la giustizia. Era una delle condizioni che mi ero posto per assumere la sua difesa”.

 

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