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Per i giudici è allarme. «La corruzione dilaga Il Piemonte a rischio»

Da un lato c’è la corruzione, fenomeno in crescita «sia nelle piccole realtà locali sia nell’organizzazione di importanti enti pubblici che svolgono attività di rilievo per l’economia, la salute e la sicurezza della comunità ». Dall’altro la pubblica amministrazione, sempre meno efficiente e con «zone grigie nelle quali sembrano prevalere le amicizie, le conoscenze e gli aiuti rispetto ai diritti e ai doveri » . In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti del Piemonte, il presidente Luigi Gili e il procuratore regionale Giancarlo Astegiano lanciano l’allarme sui cosiddetti danni patrimoniali e all’imma gine patiti dal Piemonte nel 2015 e avvertono che d’ora in avanti sarà sempre più difficile contrastare l’illegalità diffusa: la procura di via Roma potrà infatti contare su appena 4 magistrati chiamati a gestire oltre 3mila fascicoli (1.147 aperti solo nell’ultimo anno).

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