img_big
Cronaca
Primi verdetti nella corsa alla Casa Bianca

Super Tuesday, vincono Trump e Clinton

Il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton sono i vincitori del Super Tuesday, il giorno in cui la campagna elettorale americana entra nel vivo. Le primarie che si sono svolte nel primo giorno di marzo in 11 Stati per il partito conservatore e in 12 per quello rivale sono finite come previsto, con l’avanzata apparentemente inarrestabile del miliardario newyorchese e il successo dell’ex segretario di Stato che consolida così la sua posizione per aggiudicarsi la nomination. Sul fronte repubblicano, Trump ha confermato la sua forza dal Sud all’Est del Paese aggiudicandosi Arkansas, Georgia, Virginia, Alabama, Massachusetts, Tennesse e Vermont.

In Alaska Cruz sconfigge Trump con stretto margine
Solo in Alaska, dove lo spoglio è ancora in corso (conteggiati il 50% dei voti), l’avrebbe spuntata l’altro leader repubblicano, il senatore del Texas Ted Cruz. L’Alaska è l’ultimo Stato membro ad aver votato nel Super martedì, in cui gli aspiranti candidati repubblicani si contendono 595 delegati, sul totale di 1.237 necessari per ottenere la nomination in vista delle presidenziali. Lo Stato ha ospitato solo il voto repubblicano, mentre gli elettori democratici si esprimeranno il 26 marzo. Cruz, secondo il conteggio, vincerebbe con il 35%, seguito da Trump con il 33%, poi dal senatore della Florida Marco Rubio con il 17%. Forte, dunque, delle recenti vittorie in New Hampshire, Nevada e South Carolina, Trump ha portato a casa 192 delegati sui 595 in palio portando il totale a 274. Per vincere a luglio la nomination del Gop ne servono almeno 1.237. Ammettendo di essere più diplomatico, una strategia utile per non allontanare potenziali elettori preoccupati dai suoi toni spesso sboccati, il front-runner ha rispedito al mittente le accuse di chi sostiene che stia smantellando il Gop. “Ho allargato il partito repubblicano” attraendo gli elettori indipendenti e quelli democratici “che hanno scelto di votare per me”, ha detto parlando dalla Florida, lo Stato dove il prossimo 15 marzo si terranno le primarie. Finisce quasi a mani vuote la serata di Marco Rubio, primo solo in Minnesota, e probabilmente in Alaska.

“Io unisco, non divido”
“Io unisco, non divido. Saremo più inclusivi. Vinceremo alle elezioni di novembre”, ha dichiarato Trump facendo notare il flop di Marco Rubio proprio in casa sua (il figlio di immigrati cubani è senatore della Florida e ieri ha vinto soltanto in Minnesota). Ted Cruz è riuscito a fermare l’avanzata del rivale in Texas (lo Stato di cui è senatore) e l’Oklahoma. Il senatore ultraconservatore si è presentato come l’unico candidato che può fermare Trump: “La mia è l’unica campagna che ha battuto, che puà battere e che batterà Donald Trump”, ha tuonato Cruz dal Texas. Esattamente un mese fa vinse a sorpresa ai caucus in Iowa lasciando Trump al secondo posto. Il quadro della sfida tra repubblicani è comunque chiaro: a meno che Rubio sia protagonista di una rimonta, soprattutto nel suo Stato, la sua corsa è destinata a finire lasciando a due la sfida del Gop per la Casa Bianca.

Clinton supera Sanders in Virginia
Per quanto riguarda il fronte democratico, Clinton ha battuto il rivale Bernie Sanders in Virginia, Georgia, Alabama, Tennessee, Arkansas, Massachusetts, Texas e nel territorio delle Samoa americane. Il senatore socialista ha invece conquistato quattro Stati: il suo Vermont, l’Oklahoma, il Colorado e il Minnesota. La vittoria in queste aree del Paese a maggioranza bianca dimostra che Sanders fatica ancora ad attrarre a sè le minoranze etniche, che invece preferiscono Clinton. 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo