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Cronaca
Una nuova tranche dell’operazione Big Bang

Li chiamava «amici». L’hanno massacrato per i debiti alla bisca

«Sono disperato, non voglio problemi con nessuno. Ho un negozio, non voglio che qualcuno mi faccia qualche dispetto. Sono tutti miei amici». Non ha voluto denunciare i suoi aguzzini neanche quando ha letto sui giornali che quasi tutti erano stati arrestati dai carabinieri. E così loro hanno continuato a perseguitarlo, a pretendere soldi e alla fine l’hanno anche pestato a sangue, lasciandolo riverso nel sangue su un marciapiede. Solo a quel punto, in ospedale, l’uomo non ha potuto fare altro che confermare ai carabinieri quello che già sapevano: «Sono un giocatore d’azzardo, perseguitato per i miei debiti».

I carabinieri del nucleo investigativo hanno chiuso ieri la seconda parte dell’operazione Big Bang, che un mese fa aveva portato allo scoperto l’ennesima cosca della ‘ndrangheta radicata a Torino e gestita dalla famiglia Crea. «L’organizzazione aveva subito un primo duro colpo con l’operazione Minotauro ricorda il comandante provinciale dell’Arma, Arturo Guarino – e per questo aveva deciso di allargare i propri interessi anche al traffico di droga».

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