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IERI&OGGI Porta Nuova

Il primo approdo a Torino per gli emigranti del Boom

Ciao Turin, mi i vado via”. Ci piace pensare che Gipo Farassino, quando scrisse la sua famosa canzone, pensasse di partire da Porta Nuova. E da dove, altrimenti? È Porta Nuova il cuore romantico di Torino, dal quale tutti siamo partiti almeno una volta, e dal quale tutti siamo tornati. Siamo partiti per un lavoro importante, abbiamo atteso una persona cara, abbiamo sognato il ritorno di un amore.

La stazione è “griffata” da due architetti di grande fama: Alessandro Mazzucchetti e dal suo allievo Carlo Ceppi, che sarà il protagonista della riqualificazione urbana di Torino nell’ultima porzione di XIX Secolo, in gusto eclettico. Non a caso, la stazione è uno dei primi e più significativi esempi del nuovo stile; non siamo abituati a considerarla un’opera d’arte, ma lo è davvero. Certo, bisogna cercare e saper cogliere gli aspetti che ci sfuggono quando, con la valigetta in mano e il respiro affannato, corriamo per non perdere il treno. Ad esempio, la sala d’attesa “del re”: decorata dal pittore Francesco Gonin, è un piccolo tesoro oggi chiuso al pubblico, che può appena scorgerla oltre una porta a vetri.

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