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Economia
Crisi infinita. Dati Confartigianato: dal 2009 al 2015 chiuse 12.534 imprese artigiane

Torino, vecchi mestieri sempre più a rischio estinzione

Un vero e proprio bollettino di guerra quello raccolto da Confartigianato, sullo stato di salute dei “vecchi mestieri“. A Torino, infatti, sono letteralmente a rischio estinzione. I dati raccontano di 12.534 imprese artigiane chiuse dal 2009 al 2005, pari a -9,2%. Negli ultimi sei anni in Torino e provincia i pellicciai si sono ridotti da 24 a 19 (-20,8%), i fabbricanti di calzature da 12 a 9 (-25%), i falegnami da 91 a 55 (-39,5%), i corniciai da 163 a 106 (34,9%), i ceramisti da 71 a 67 (-5,6%), gli artigiani del marmo artistico e mosaico da 52 a 41 (-21,15%), i produttori di poltrone e divani da 107 a 83 (-22,4%), mentre alla fine del terzo trimestre 2015 si contavano solo 3 orologiai e un solo armatore. “Non è solo la debolezza dei consumi interni ad ostacolare la ripresa – dichiara Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – ma l’aumento della pressione fiscale, la burocrazia, i tempi di pagamento da parte della P.A. hanno inciso in modo determinante, causando una moria delle imprese artigiane e l’estinzione di alcuni mestieri”.

 

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