Economia
AZZARDO&LUDOPATIA

Quando lo Stato diventa biscazziere. Ogni giorno si giocano 233 milioni

Giochi d’azzardo e usura: due piaghe sociali che stanno dilaniando l’Italia. L’ha denunciato persino Papa Francesco evidenziando «i continui fallimenti, non solo economici, ma anche familiari ed esistenziali» che questi due fenomeni provocano. Ed è logico abbinare i due grandi mali perché l’usura è spesso lo sbocco ineludibile del gioco d’azzardo, che a sua volta alimenta e fa crescere l’usura. Una combinazione micidiale, che fa milioni di vittime. Per l’usura è stato stimato che sono un milione e mezzo le famiglie coinvolte, quanto al gioco d’azzardo si valuta che sono oltre 900.000 gli italiani ammalati di ludopatia, cioè dipendenti dalla droga delle scommesse.

Relativamente ai giochi d’azzardo, comunque, ci sono anche cifre precise, fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), il quale puntualmente comunica quanto ha incassato come imposte dai giochi “legali”, intesi come autorizzati e sottoposti a tassazione (precisazione d’obbligo, perché l’industria del gioco d’azzardo è composta anche dalla parte illegale: bische clandestine, slot machines non registrate e facenti capo a organizzazioni criminali, casinò virtuali che sfuggono al fisco e al controllo statale, scommesse irregolari nelle gare sportive come sugli animali e altro ancora). Dunque, nel 2014, lo Stato ha incassato dai giochi poco meno di 12 miliardi di euro, il 4,7% in più rispetto al 2013. 

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