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La confessione dopo il ritrovamento del cadavere nella vasca di ex discarica tra Rivara e Pertusio

AMMAZZATA LA PROF Il racconto choc: “Abbiamo strangolato Gloria Rosboch, poi l’abbiamo gettata via”

“Abbiamo strangolato Gloria in auto, poi l’abbiamo gettata via”. Sarebbe questa la confessione resa da Roberto Obert, il 54enne fermato dai carabinieri, oggi, a seguito del ritrovamento del cadavere di Gloria Rosboch in una vasca di scolo di un’ex discarica tra Rivara e Pertusio, nel Canavese, a pochi chilometri dalla abitazione della donna a Castellamonte. A quanto appreso sarebbe stato lui ad indicare il luogo in cui è stato poi  effettivamente rinvenuto il corpo senza vita della professoressa. Secondo le prime indiscrezioni, Obert sarebbe l’amico di Gabriele Defilippi, l’ex allievo della docente di Castellamonte che era scomparsa dallo scorso 13 gennaio e già indagato per una truffa da 187mila euro ai danni della stessa. Come è noto, Gloria si era invaghita di lui e il ragazzo le aveva proposto di scappare insieme in Costa Azzurra.

Gabriele e l’amico accusati di omicidio volontario occultamento di cadavere
Sia Gabriele Defilippi che Roberto Obert sono stati fermati dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I militari dell’Arma hanno condotto i due uomini negli uffici della caserma di Ivrea (Torino), per sottoporli all’interrogatorio. Ad attenderli, il procuratore capo Giuseppe Ferrando e il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Torino, tenente colonnello Domenico Mascoli

Corpo ben conservato, lesioni evidenti
Intanto emergono i primi dettagli sul ritrovamento del corpo dell’insegnante 49enne di Castellamonte. A quanto appreso, infatti, l’immersione nell’acqua fredda della vasca di decantazione del cadavere, riportato in superficie dai sommozzatori dei vigili del fuoco, ne avrebbe favorito la perfetta conservazione. Per questo – secondo quanto rilevato dal medico legale Roberto Testi – i segni dello strangolamento sono risultati ben evidenti. Chiare anche le lesioni sul collo. In ogni caso sarà l’autopsia a fare piena luce sulla morte della donna, la cui salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale di Strambino

 

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