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Cronaca

Lippi: “Non voglio giocatori terrorizzati, il mondiale comincia ora”

“Ho letto che Capello ha detto che i suoi giocatori hanno terrore del Mondiale. Ecco, è esattamente quello che non voglio succeda a noi. Dobbiamo pensare che il nostro mondiale comincia ora”. Lo ha detto Marcello Lippi, all’indomani del pari con la Nuova Zelanda che complica il cammino dell’Italia verso la qualificazione.Gli Azzurri, scesi in campo con il lutto al braccio per ricordare Roberto Rosato, campione d’Europa nel 1968 morto domenica a 66 anni, negli spogliatoi si sono lasciati andare ad autocritiche ma anche a qualche sfogo che ha coinvolto indirettamente Marcello Lippi.”E’ tutto l’anno che cambio ruoli, ormai sono abituato. Qui al Mondiale molti giocatori stanno giocando in ruoli non loro perché il mister sta facendo molti esperimenti” ha detto Claudio Marchisio, riferendosi alle tattiche che che Lippi sta portando avanti al Mondiale. “Cambiare così tanto ci ha portato anche a sbagliare e a creare un po’ di confusione tra di noi – sottolinea – ma il mister ha l’esperienza giusta per portare avanti questa situazione”. Sull’umore della squadra dice: “Siamo un po’ demoralizzati perché pensavamo di superare il turno con più facilità”. Quando gli viene chiesto del possibile passaggio di consegne con Pirlo quando il milanista sarà pienamente recuperato dice: “Se dovessi lasciare il posto ad Andrea sarò sicuro di lasciarlo a un fuoriclasse, non sarà un problema”.Fabio Cannavaro rimanda al mittente il tentativo di addossare alla difesa la responsabilità dei due gol subiti: “Siamo una squadra, non serve e non vogliamo cercare il colpevole, parliamo della squadra. E’ una casualità, oggi hanno messo questa palla in area che è stata deviata, me la sono trovata addosso, l’ho toccata, forse era anche fuorigioco, ma al di là di questo rammarico sono le uniche due volte che i nostri avversari arrivano in area. Peccato, lavoriamo in fase difensiva e alla prima occasione ci fanno gol. Noi siamo comunque qui, sappiamo quello che bisogna fare, chi è qui ha meritato negli anni la maglia della Nazionale. Al di là del gol subito c’è stata una squadra in campo che ha cercato di giocare e vincere. Loro erano messi bene, è stato difficile trovare spazi, C’è stato un palo, 4-5 parate del loro portiere, al Mondiale affronti squadre preparate bene ed è difficile. In 90′ hanno fatto una sola azione”.”Nessun disastro –sono le parole di Simone Pepe – l’Italia va in campo per vincere le partite e ci proveremo anche giovedì con la Slovacchia. La mia sostituzione? Ne parleremo con il mister e con la squadra, queste cose devono rimanere nello spogliatoio, è una cosa di campo. Io mi sentivo bene e ho cercato di fare la mia parte, ma se il mister ha deciso di mettere giocatori con caratteristiche diverse va bene, quel che conta è il bene della Nazionale, non quello di Pepe o di altri giocatori. Non si possono giocare tutte le partite e per 90′, io sono un giocatore e faccio quello che mi chiede il mister. Decide quello che vuole dire, io voglio guardare la partita e valutare, poi parlerò con lui. A me non era sembrato di aver giocato male, ma magari dal campo si avvertono cose che sono diverse da quelle che si vedono fuori”.De Rossi sprona la squadra a fare meglio: ”Bisogna migliorare subito sennò nella parte difficile del tabellone non ci andiamo proprio’. Dobbiamo vincere, un pari con la Nuova Zelanda non è da noi. Bisogna migliorare tutti insieme, ci manca qualità nell’ultima zona del campo. Ma abbiamo giocato tutto il tempo nella metà campo loro. Certo, abbiamo preso due gol in due partite su due calci piazzati. Possiamo fare molto meglio”.Anche Gilardino sostiene l’importanza di fare di più: “Dobbiamo fare qualcosa di piu’ altrimenti è giusto che andiamo a casa. E’ una giornata non molto positiva, iniziata male con il loro gol. Poi siamo riusciti a riagganciare con Vincenzo su rigore, ma è diventata dura. Sapevamo di incontrare una squadra forte fisicamente, non abbiamo giocato come sappiamo e non siamo riusciti a vincere la partita. E io gioco spesso spalle alle porte e questo mi penalizza. Devo cercare di dare più profondità, andare più verso la porta, ma dobbiamo essere più lucidi negli ultimi passaggi. Il mister aveva bisogno di giocatori più rapidi e di qualità, però purtroppo non è andata bene . Io sto bene, se non arrivano i risultati per l’Italia soffriamo tutti e soffro anch’io. Speriamo di sbloccarci prima o poi. Adesso siamo appesi a quest’ultima partita, sappiamo che dobbiamo vincere. Possiamo e dobbiamo vincere con la Slovacchia, ci crediamo e vogliamo andare agli ottavi”.Zambrotta fa un’analisi della partita meno pessimista: “Abbiamo fatto una buona gara, preso gol nell’unica occasione, o forse ce n’è stata un’altra, per gli avversari, come successo con il Paraguay. Abbiamo dato tutto quello che avevamo dentro per recuperare, abbiamo creato tantissimo ma ci è andata male. Speriamo nella prossima partita di fare tre punti che sono fondamentali. Noi abbiamo preso un palo con Montolivo, altri tiri di Camoranesi e dello stesso Montolivo, un’altra conclusione andata fuori di poco. Le abbiamo provate tutte, come con il Paraguay. Loro hanno fatto gol sull’unica occasione e rivedendo l’azione era fuorigioco. Ma dobbiamo lavorare per evitare di subire ancora questi gol. Ci è andata male, ma abbiamo buone possibilità di passare il turno. Ci mancano solo i tre punti e la vittoria, ma dobbiamo guardare avanti”.Vincenzo Iaquinta, nonostante il gol realizzato su rigore che ha dato il pareggio agli Azzurri non è molto soddisfatto del risultato. “La Nuova Zelanda si è difesa molto bene e noi abbiamo fatto tanti cross con Zambrotta e Criscito, ma loro di testa li hanno presi quasi tutti. Siamo andati vicini al gol con Montolivo, un peccato non aver vinto questa partita”. Sul rigore dice “Io li ho sempre tirati, poi il mister mi ha detto di tirarlo ed è andata bene. Se si vinceva la partita ora sarebbe stata un’altra cosa. Ora però, c’è un’altra partita importante e dobbiamo vincerla ad ogni costo. Noi ci crediamo, sennò ce ne possiamo tornare a casa già adesso. Dobbiamo affrontarla a testa alta”.

 

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