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Ivrea, i dipendenti dell’Olivetti accusano: «Lavoravamo senza le protezioni»

«Lavoravamo senza alcu­na protezione, in fabbrica si vociferava che quella “pol­vere” potesse essere perico­losa per la salute, ma nessu­no ha mai voluto vederci chiaro e siamo andati avanti anche con il rischio di am­malarci ». Queste le dram­matiche parole pronunciate da uno dei testimoni, poi riprese nella sostanza an­che da tutti gli altri che han­no deposto ieri al processo per le morti da amianto ne­gli stabilimenti Olivetti.

Il processo di primo grado va avanti a tappe spedite, grazie anche all’i m pu l s o del giudice monocratico Elisa Stoppini del tribunale di Ivrea. Ieri è stata ancora una giornata dedicata inte­ramente ai testimoni delle parti civili e dell’accu sa. Tutti ex dipendenti dei tanti stabilimenti Olivetti sparsi nell’Eporediese e nel resto d’Italia.

«Ho cominciato a lavorare in Olivetti nell’81 – ha rac­contato uno di loro – ero a Palazzo Uffici e mi occupa­vo della sorveglianza. Gira­vamo nei cunicoli degli sta­bilimenti e ci trovavamo spesso a contatto con quelle sostanze. L’amianto era in molti manufatti, come nelle coperte che si usavano per le operazioni antincendio o quando aiutavamo i salda­tori. Avevamo delle tute di tela, ma nessuna altra prote­zione, né mascherine».

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