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Sport
Parla l’amministratore delegato Mallardo

«Ci riorganizziamo per puntare in alto. Venaria merita la D»

Tecnologia, professionalità e organizzazione: in una parola Venaria. La società verde arancio, attualmente militante in Promozione, è una realtà che da anni vive di questi solidi principi che le permettono di affrontare il presente con serenità e di pensare al futuro con ottimismo. Il passato però è contraddistinto da una serie di alti e bassi: fondato nel 1947, il Venaria ha visto negli anni passare non solo tanti presidenti, ma anche giocatori importanti che si sono affermati in Serie A come Diego Fuser, Andrea Sottil e Omar Milanetto. La sfortunata fusione con l’Orbassano nei primi anni 2000 però rappresenta la fine dei Cervotti, costretti a chiudere i battenti. Un anno dopo però l’imme­diata rinascita con in testa l’attuale presidente Giuseppe Spaolonzi, capace di assumere le redini della società con fermezza, partendo dalla terza categoria fino ad arrivare nell’ultima stagione a sfiorare il ritorno in Eccellenza a distanza di ben quindici anni. A farci entrare nell’universo verde arancio l’ex allenatore nonché consigliere del presi­dente Domenico Mallardo, l’amministratore delegato della società, in carica da due anni, emblema fondamentale di una realtà dilettantistica che sogna di fare le cose in grande.

Mallardo, il Venaria è una di quelle realtà proiettate al professionismo?
«Assolutamente sì, l’intento è proprio quello. Chiaro, viviamo prevalentemente della biglietteria, della scuola calcio e di alcuni sponsor, ma gestiamo tutto in maniera oculata: qui è tutto contabilizzato, proprio come se fosse un’azienda. Insomma tanta efficacia e tanta efficienza».

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