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Inverno troppo caldo: boschi piemontesi invasi dai parassiti

Processionaria all’attacco di nuove foreste, alveari invasi dai parassiti, pollini in anticipo e diffusi in quantità smisurate. Le conseguenze dell’inverno ‘anomalo’, con quasi 100 giorni senza piogge e temperature sopra la norma, non sono soltanto fiumi a secco e laghi sempre più bassi e smog oltre i limiti: ci sono anche altri gravi effetti sull’ambiente, evidenziati dalla relazione di Arpa Piemonte. Svegliata dal caldo, la processionaria del pino ha conquistato in anticipo interi boschi, arrivando in zone che non aveva mai raggiunto; il secondo allarme riguarda l’attacco dei parassiti agli alveari, già danneggiati dalle ultime annate nere, sempre a causa di parassiti e delle ‘bizzarrie’ del clima; i pollini, infine, si sono manifestati in largo anticipo, con punte di 2.500 al metro cubo, come la concentrazione misurata dall’Arpa nei giorni scorsi ad Alessandria. Un periodo più favorevole alle piogge dovrebbe cominciare nel prossimo weekend, ma per recuperare il deficit sarà necessaria una netta inversione di tendenza. Un febbraio con precipitazioni “nella norma” non risolverà – avverte l’Arpa – la siccità che al momento è “estrema” in tutti i bacini idrografici, con l’unica eccezione della Dora Baltea, dove la carenza di acqua è soltanto “moderata”. Il periodo senza piogge e nevicate è il quarto più lungo in 60 anni di rivelazioni dell’Arpa: ad oggi sono 97 giorni consecutivi, contro i 123 del ’99 (dal 12 novembre al 27 marzo), i 112 del ’97 (dal 5 gennaio al 26 aprile) ed i 107 del 1980 (dal 29 novembre). Tra i tanti record, lo zero termico alla quota più alta per il mese di febbraio, 4.220 metri, rilevato dalla stazione meteo di Cuneo Levaldigi. 

 

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