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Cronaca
La decisione dopo l’ingresso delle banche nel Cda

Un altro terremoto sul Salone del Libro. Gli editori vanno via

Entrano le banche ed escono gli editori. Così, per certi versi, si potrebbe legge­re il clamoroso abbandono del Salone del libro da parte dell’Aie, l’associazione ita­liana editori. Il presidente Federico Motta ha infatti an­nunciato ieri le sue dimissio­ni dal consiglio di amministrazione della Fondazione, lamentando che «apprendia­mo le notizie dei giornali».

Una polemica e una decisio­ne che paiono un po’ sor­prendenti, considerando che a ottobre, quando era entrato nel Cda, era stato lo stesso Motta a parlare di grandi progetti per il rilancio di Librolandia, per far sì che gli editori avessero un ruolo sempre più centrale, fino a promettere che avrebbero la­vorato per far sì che la rasse­gna del Lingotto diventasse «un modello» per «tutta l’Italia» . Ieri, invece, la lette­ra che agita le acque in via Santa Teresa, sede della Fon­dazione per il Libro: «In qua­lità di presidente dell’Asso­ciazione italiana editori, alla luce dei profondi cambia­menti in atto, appresi molte volte dalla stampa – scrive Motta nella comunicazione inviata a presidente, consi­glieri e revisori della Fonda­zione, oltre che agli altri soci fondatori -, e preso atto del ruolo progressivamente mar­ginale di Aie in seno al Cda, riteniamo non più indispen­sabile la nostra presenza nel Cda stesso della Fondazio­ne».

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