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Il Borghese

I vizietti costano…

Arriva di notte, quatto quatto, con le sue lunghe ali bianche. Tocca terra con un soffio, elegante e quasi silenzioso nonostante i gi­ganteschi motori che gli permettono di sorvolare l’Atlantico come se fosse il lago Maggiore. E poi scompare. Per lui, che è il nuovo aereo presidenziale che Renzi ha ordinato ai suoi amici dell’Etihad Airways per 175 milioni di euro pagabili in leasing, c’è una casetta linda, pardon, un hangar in quel di Fiumicino dopo i voli di addestramento dei piloti. Le grandi porte si aprono e l’A340 l’Airbus va a cuccia. Dunque il giocattolo nuovo del Premier, che non ha mai nascosto di amare le cose belle e pure costose, è arrivato dagli Emirati, ha già il tricolore dipinto sulla coda e la scritta “Repubblica Italiana” sulla fu­soliera, ma ufficialmente è ancora un fantasma. Fantasma alato che continua ad aggirarsi per i cieli del mondo ma finora senza poter svolgere il compito per il quale è stato acquistato per altro ad un prezzo tutt’altro che simbolico. Dicia­mola tutta: non può svolgere i voli di Stato per la presidenza del Consiglio, perché i piloti della nostra Aeronautica Militare non hanno ancora acquisito i brevetti necessari. Insomma a Casa Italia è arrivata prima la macchina che i piloti con la patente. Tanta fretta per non contrariare il premier, che ha cominciato a sbuffare la prima volta che ha messo piede sul vecchio A319 presidenziale costretto, sulle tratte molto lunghe, a fastidiose pause necessarie per i rifor­nimenti. Prova ne sia che Renzi, già nell’agosto scorso, confidò ad un amico giornalista «ad ottobre andremo in Su­damerica con un aereo più grande, con il wi-fi. L’abbiamo già ordinato…» Dunque l’Air Force One de noaltri è arrivato. E presto arriveranno anche le rate sala­tissime di questione bestione che certo non sfigurerà tra i giganti dei potenti del mondo. Basta pensare che Papa Fran­cesco si accontenta di un più piccolo A330. Godiamone tutti insieme anche perché un briciolino di tasca nostra lo pagheremo di certo. Anzi, abbiamo già cominciato, visto che le tasse aeropor­tuali imposte dal governo sono aumen­tate da 6,5 a 9 euro facendo infuriare altre compagnie aeree e in particolare Ryanair. Un ritocchino che, a conti fatti, costerà complessivamente 165 milioni di euro ai passeggeri del Bel Paese. Come diceva la mia adorata nonna, i vizietti costano…

 

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