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Cronaca
L’episodio a Cavoretto, il 13 aprile 2002

Omicidio al cimitero. Dopo quasi 14 anni il Comune è assolto

Erano colleghi di lavoro, vittima e carnefice. Rocco Fedele aveva 51 anni ed era il capo custode del cimitero di Cavoretto, mentre Armando La Cava di anni ne aveva tre in più quando nel tardo pomeriggio del 13 aprile 2002 aprì il fuoco contro il suo diretto superiore uccidendolo con due colpi di pistola calibro 7.65. Una tragedia, quella maturata nel cortile del piccolo cimitero in collina, figlia dell’ennesimo violento litigio tra i due uomini. A distanza di quasi quattordici anni da quel delitto, la Corte Suprema di Cassazione ha “assolto” il Comu­ne di Torino ritenendolo «non responsabile dell’ac­caduto quale datore di lavoro dell’omicida» .

A chiedere la condanna dell’amministrazione co­munale al risarcimento del danno erano stati, nel lontano 2004, tredici familiari della vittima. Dinan­zi al tribunale di Torino, i parenti di Rocco Fedele avevano infatti indicato il Comune come «respon­sabile dell’accaduto, quale datore di lavoro» di Armando La Cava, perché a conoscenza da tempo dei pessimi rapporti di natura personale e profes­sionale tra i due colleghi.

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