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Cronaca
30 gennaio 2002

QUI ACCADDE/ Il giallo di Cogne. «Al mio Samuele è esplosa la testa»

Sono le 8.28 e 17 secondi del 30 gennaio 2002: Ni­ves Calipari, infermiera del 118 della Val d’Aosta, è la persona che riceve la prima telefonata di Annamaria Fran­zoni da Cogne. La donna dice che il bambino «vomitava sangue» , insiste che «gli è scoppiata la testa». Successi­vamente, la signora Calipari ­le sue parole sono nelle carte giudiziarie del caso Franzoni ­dirà che «la signora non sem­brava particolarmente agitata. Sono abituata a persone che vengono prese dal panico e non sanno dare precise indi­cazioni… invece mi ha rispo­sto con lucidità» .
Alle 8.52 l’elicottero della protezione civile atterra nei pressi della casa dei Lorenzi­ Franzoni. Il dottor Leonardo Iannuzzi trova la madre, i vici­ni, la dottoressa Ada Satragni e altri conoscenti, fuori dalla villetta. E anche il corpicino del piccolo Samuele, tre anni appena, “poggiato a terra so­pra il marciapiede antistante casa, sopra un cuscino e av­volto da una coperta”. La dot­toressa Satragni spiega di aver agito in quel modo su indica­zioni di un altro operatore del 118. E di aver lavato il viso del bambino per renderne meno penosa la vista alla madre. Spiega anche al dottor Ianniz­zi di aver praticato una inie­zione intramuscolo al piccolo per «contrastarne lo shock».

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