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Cronaca
Ha atteso i carabinieri al bar: «Scrivetemi in carcere»

Violenze sulla moglie e sulla figlia 13enne. «La casa un inferno»

Li ha attesi al bar, con rassegnazione. Leonardo Bartolomeo, 50 anni, sapeva che i carabinieri sarebbero arrivati prima di mezzogior­no e lo aveva annunciato sul suo profilo Facebook: « Il mio cammino è iniziato, chi mi vuole contattare mi scri­va presso il carcere delle Vallette di Torino. Amen».
All’istituto di pena Bartolo­meo è stato accompagnato su una “gazzella” dei carabi­nieri. Lì ci resterà per otto anni, dovrà scontare una lunga pena per violenza ses­suale e maltrattamenti in fa­miglia. Reati che, secondo la sentenza passata in giudica­to, avrebbe commesso ai danni di sua moglie e della sua figlia maggiore che a l l’epoca aveva 13 anni. Violenze a sfondo sessuale che si sarebbero succedute continuamente fino all’apri­le del 2010, quando i figli gli vennero tolti.
I giudici parlano di «prove inconfutabili», ma lui la rac­conta in modo diverso. Qualcuno gli ha creduto, certamente molte delle 3mi­la persone che lo seguono su Facebook e che negli ultimi cinque anni hanno com­mentato con i like i suoi farneticanti post a sfondo religioso.

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