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Rubriche Libri
NOLI ME TANGERE Sulle tracce di Laura, una indimenticabile figura femminile

Il commissario di Camilleri insegue un ritratto di donna

Un nuovo commissario per Andrea Camilleri, ma soprattutto un nuovo ritratto di donna che sarà impossibile dimenticare. Perché Laura è giovane, è bella, intelligente, ma è anche inafferrabile. Soprattutto, Laura è scomparsa.
Comincia come un giallo, o giù di lì, il nuovo romanzo di Camilleri “Noli me tangere” (Mondadori, 17 euro), fresca uscita in una stagione incredibile che ha visto il creatore di Montalbano presente con ben tre titoli a distanza ravvicinata. La similitudine con il giallo, però, finisce lì. Perché ritrovare Laura significa seguirne le tracce come macchie di pittura in un dipinto da ricostruire.
Come le pitture del Beato Angelico, su cui Laura aveva scritto la tesi di laurea rifiutando però poi una soddisfacente carriera accademica, su cui aveva avuto una grande intuizione, proprio per quel “Noli me tangere”, il “non mi toccare” che Gesù pronuncia rivolto a Maria appena uscito dal sepolcro. E quello era il soprannome di Laura. Sfuggente, impossibile da toccare, da stringere, da comprendere.
Lei ora è sposata con un famoso scrittore più anziano di lei e a sua volta sta lavorando a un romanzo: per questo si arriva a sospettare che la sparizione sia nient’altro che una mossa promozionale. Non sarà così semplice, come scoprirà il commissario Maurizi, a capo dell’indagine. Un uomo colto, osservatore, fine conoscitore dell’animo umano, una figura di “sbirro dolente” che meglio si può calare nelle contraddizioni di coloro che incontra. E ai quali chiede di Laura. Perché anche noi dobbiamo trovarla così Laura: solo dialoghi, racconti di ex amanti, articoli di giornale e email, persino messaggi scritti velocemente sul tovagliolino di un bar. Piccole tracce, piccoli ritratti di una donna sempre diversa. Con il suo “ghibli“, ossia i momenti di malumore e depressione, forse semplicemente quelli in cui chiedeva di essere lasciata da sola con se stessa. Con le tappe di un viaggio, un pellegrinaggio, fino allo svelamento totale del personaggio che, a un certo punto, ha dovuto imboccare «quella strada che mi spaventa proprio perché, una volta imboccata, non consente più la possibilità di un ritorno. Ora mi sento pronta». Così, infatti, spiega Laura stessa a un altro personaggio, conducendoci per mano incontro al suo segreto.
Camilleri in questo libro con­ferma il suo desiderio di gio­care con il linguaggio e con le sfumature dell’animo umano. Attento sceneggiatore e regi­sta, mette in scena la sua com­media umana senza quasi in­tervenire, lasciando che siano sempre i dialoghi, gli incontri, i punti di vista a spiegare al lettore che cosa accade davan­ti ai suoi occhi. E in questa maniera può confermarsi il più prolifico scrittore italiano e anche quello che ama la­sciarsi andare di più al diver­timento di una piccola speri­mentazione. Anche, o forse soprattutto per quello, a no­vant’anni suonati.

 

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