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Cronaca
La relazione clandestina è durata più di 40 anni. L’uomo le aveva regalato una fortuna

«Il facoltoso anziano era schiavo». Condannata l’amante ottantenne

Da una parte la legge, i codici, i giudici. Dall’altra il sentimento, il cuore, un amore intenso, durato più di 40 anni e poi finito in un’aula di tribuna­le. Qui, sul banco degli imputa­ti, si è trovata lei (la chiamere­mo Antonietta) una signora che ha più di 80 anni, ma non ha perso il suo fascino. Accusa­ta di aver circuito Carmine (an­che questo nome è di pura fan­tasia), l’uomo ( sposato) cui aveva dato tutta se stessa accet­tando di rivestire il ruolo dell'”altra”, ricevendo in cam­bio amore, ma non solo. Perché Carmine era molto facoltoso, e i “pensieri” per la sua amante proporzionati al conto in ban­ca. Per anni lui le ha regalato denaro e oggetti di grande valo­re. E l’ha fatto con il consenso delle figlie, consapevoli della relazione clandestina del papà e felici che la consumasse con una donna che anche loro stimavano. Con il passare degli anni, l’affetto è rimasto lo stes­so. Ma le condizioni psicofisi­che di Carmine no. E qui sono cominciati i problemi.
Era il 2004, e un funzionario di banca, allarmato, avvisò la fa­miglia che accertò una vera e propria «emorragia di denaro dal conto corrente» dell’uomo: circa 250mila euro donati ad Antonietta, che è finita a giudi­zio, accusata di “circonvenzio­ne di incapace” e condannata in primo e secondo grado, a Cuneo e poi a Torino.

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