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Cronaca
Pronto il documento di intenti per i diciassette centri di preghiera della città

Torino e il “patto” con l’Islam «Costituzione e trasparenza»

«Torino è la nostra città e con lei condividiamo il presente ed il futuro». Parte da questo assunto il “patto” che Palazzo Civico firmerà con i diciassette centri di preghiera mussulmani della città il prossi­mo 8 febbraio. Non ci sarà nessun giuramento sulla Costituzione, sulla scia di quanto fatto dal sindaco Nardella a Firenze all’indomani degli attentati dello scorso novembre a Parigi, ma proprio all’ombra di Palazzo Vecchio, Piero Fassino, nella sua doppia veste di primo cittadino e presidente dell’Anci, ha annunciato il «patto di condivisione» che farà da apripista in Italia. «Stiamo lavorando a un patto che sia sottoscritto dalle autorità e ai rappresentanti del mondo islamico: un patto di cittadinanza per rico­noscersi nella costituzione» ha risposto Fassino ai cronisti che gli chiedevano se l’Anci avesse dato seguito alla proposta avanzata dal sindaco di Firen­ze.

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