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Manifestazione nel quartiere San Paolo. Fassino: “La città rifiuta l’intimidazione”

Caselli: “La ‘ndrangheta è radicata e Torino si deve ribellare”

Manifestazione organizzata dalla Circoscrizione 3 contro la ‘ndrangheta questa mattina a Torino, nel quartiere San Paolo, davanti al bar Gran Galà di via Di Nanni che ha riaperto i battenti dopo essere stato sequestrato perché “base” dell’attività criminale della cosca (il titolare del locale non è indagato e ha preso le distanze dai malavitosi). Hanno preso parte politici, studenti, cittadini e negozianti.

Tra i presenti, il sindaco di Torino Piero Fassino (“La citta rifiuta l’intimidazione”) e l’ex procuratore Giancarlo Caselli che ha detto che oggi “c’è una tendenza a farsi i fatti propri e l’omertà è una conseguenza pericolosa di questo atteggiamento. Qui purtroppo la ‘ndrangheta è radicata e strutturata e avvelena la convivenza civile. La gente si deve ribellare, anche con l’aiuto delle istituzioni. L’indifferenza va evitata”. In piazza anche il senatore Pd Stefano Esposito: “Dobbiamo aver chiaro in testa che il tema della ‘ndrangheta a Torino è pesantissimo”. “È un segnale importante della volontà di cittadini e amministratori di tenere viva l’attenzione sul tema delle mafie. Allo studio un’associazione anti-racket a Torino”, le parole di Fosca Nomis, coordinatrice Avviso Pubblico Piemonte (Pres. Comm. Legalità Comune di Torino).

Messaggio anche da parte della presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi: “Nella lotta alle mafie è necessaria la ribellione morale e civile di tutti, ancora oggi troppo limitata. Serve alzare l’asticella dell’attenzione, denunciare ogni forma di ricatto. Le istituzioni locali devono fare la loro parte e promuovere la legalità. Per fortuna sembra alle nostre spalle il tempo in cui si negava la presenza della ‘ndrangheta nel nord Italia. Ora però dobbiamo impegnarci per sradicare il cancro della corruzione e del malaffare. Non sarà facile perché l’avversario è terribile, per questo occorre l’impegno di tutti”.
Appena due settimane fa un’operazione delle forze dell’ordine (denominata Big Band) aveva portato all’arresto di 20 persone tra Calabria e Piemonte, collegate all’ndrangheta.

 

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