Il Borghese

E’ il momento di ascoltare

L‘ufficialità non c’è ancora, ma da ieri pare certo che la data delle elezioni comunali sarà il 15 maggio. Negli ambienti politici, ieri, ne erano tutti certi. Anche quelli che cominciano a temere gli effetti di una campagna elettorale ac­corciata di quasi un mese. Non sarà un ap­puntamento da prendere alla leggera, almeno a dare retta ai sondaggi. Dopo una serie di con­sultazioni risoltesi quasi in plebiscito – Chiam­parino prima e Fassino dopo – adesso il barometro elettorale dà indicazioni molto diverse. Fassino, che tenta il bis, potrebbe ritrovarsi costretto al ballottaggio, come accadde a Chiamparino – subentrato in corsa per la scomparsa di Domenico Car­panini – nell’ormai lontano 2001. Ma a contendergli la poltrona non sarà un candidato del centrodestra, bensì la cinquestelle Chiara Appendino. Sce­nario che poteva parere impensabile non troppo tempo fa, soprattutto perché dopo il boom dovuto a una vera e propria Grillo-mania, i consensi erano calati. Più recentemente, però, i grillini ­anche se non bisognerebbe più chia­marli così – hanno saputo imporsi anche in realtà che pareva fortemente con­solidate per il centrosinistra, dimostran­do di poter erodere la dote di voti in entrambi gli schieramenti. Si può pro­vare a dire che sia ancora la spinta dell’antipolitica a spostare l’esito dei sondaggi, ma sarebbe piuttosto sem­plicistico. Ma quello che possiamo ri­marcare è che un possibile ballottaggio, quindi una sostanziale incertezza, può fare del bene alla campagna elettorale: perché gli elettori dovranno essere con­vinti con impegni precisi, con i fatti. Sappiamo bene che le periferie sono affollate sono durante le campagne elet­torali, poi diventa difficile trovarvi i grandi nomi della politica. Eppure è qui che Torino ha bisogno di essere af­fiancata, non convinta: la politica deve dimostrare di essere al fianco dei cit­tadini, cercando di comprenderne le esigenze, di ascoltarne le richieste. E questo vale anche per gli ex ” anti­politici”: non è sufficiente dire «noi non siamo come quelli» , occorre dimostrare di avere progetti concreti. Soprattutto se davvero la campagna elettorale sarà più breve: c’è poco tempo per le alchimie di numeri e alleanze, ma ce n’è a suf­ficienza per farsi ascoltare e provare ad ascoltare a propria volta.
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