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Cronaca
Lunedì ad Amsterdam il tavolo dei ministri dell’Interno della Ue per discutere il futuro dell’accordo

Schengen, la portavoce della Commissione europea: “Non verrà sospeso”

Non c’è “nessuna sospensione di Schengen sul tavolo” della Commissione europea. Lo ha chiarito la portavoce Natasha Bertaud dopo le indiscrezioni della stampa italiana su una possibile modifica del codice sullo spazio europeo di libera circolazione delle persone, una modifica per consentire per due anni i controlli alle frontiere interne. La questione sul futuro dell’accordo sarà comunque discussa lunedì prossimo ad Amsterdam nel corso della riunione dei ministri dell’Interno Ue. L’Europa si interroga, dunque, su come far fronte all’enorme flusso di migranti. Di fronte all’ipotesi di sospendere Schengen per due anni, il premier Matteo Renzi in mattinata è stato lapidario: “Si metterebbe a rischio l’idea stessa d’Europa, ma non dipende dal governo italiano. Noi riteniamo che sia giusto mantenere forte il controllo alle frontiere, ma senza sospendere l’accordo di libera circolazione. Se avverrà trarremo le nostre conclusioni”; e comunque -ha aggiunto- non è certo “sospendendo Schengen che si bloccano i terroristi“. “Se il sistema Schengen viene distrutto, l’Europa è drammaticamente in pericolo“, ha concordato Wolfgang Schauble, il ministro delle Finanze tedesco. Schauble ha criticato anche l’Austria per non essersi consultata con la Germania sull’introduzione del limite ai rifugiati che il Paese è disposto ad accogliere nei prossimi mesi: “Ho dovuto respirare a fondo quando ho saputo che la decisione non è stata coordinata con noi”. Il ministro tedesco ha riconosciuto che la capacità di accoglienza dei Paese dell’Ue “non sono illimitate”, ma quello di cui c’è bisogno – ha detto – è “investire migliaia di milioni in Turchia, Giordania e altri paesi della regione”. Di certo, l’enorme flusso, ha messo in guardia, il premier francese, Manuel Valls, mette in crisi la tenuta stessa dell’Ue: l’Europa e’ “a grave rischio” e non può accogliere tutti i rifugiati in fuga dalle guerre; se così fosse, spiega, “le nostre società ne sarebbero totalmente destabilizzate. Ma “un’Europa forte è fondamentale”, ha aggiunto l’alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini, anche perchè in questi mesi le soluzioni nazionali non hanno offerto alcuna via d’uscita”; la Mogherini ha anche messo in guardia dagli enormi costi economici legati al ripristino delle frontiere in Europa. Ottimista il presidente della Bce, Mario Draghi: “Non c’è altra scelta se non collaborare. Sono fiducioso che alla fine la portata del fenomeno lo farà capire e penso che si arriverà a un accordo ragionevole”. Barack Obama ha chiamato la cancelliera Angela Merkel, cercando di raccogliere consenso su un vertice globale sulla crisi da organizzare in Usa. E da Davos, il segretario di Stato Usa John Kerry ha lanciato un appello per un incremento del 30% dei finanziamenti umanitari dell’Onu. Ma c’e’ una nuova tragedia nelle acque del Mediterraneo: almeno 44 morti, tra cui 20 bambini, il bilancio provvisorio di tre naufragi avvenuti nel mar Egeo, tra le coste greche e turche.

 

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