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Cronaca

Varese: non versa l’assegno al figlio “asino” e il giudice gli dà ragione

Un giudice di Busto Arsizio (Varese) ha dato ragione ad un padre che, dopo la seconda bocciatura a scuola del figlio 19enne, ha sospeso l’assegno di mantenimento di mille euro stabilito in sede di divorzio dalla moglie.Il giovane, dopo il taglio dei viveri, ha deciso di denunciare l’uomo, ma il gip di Busto Arsizio, su richiesta del pm che non aveva ravvisato reati, ha archiviato il procedimento ritenendo che il gesto del genitore possa servire per “aiutare il figlio a maturare”.Il padre, un imprenditore, aveva scritto al 19enne una lettera in cui gli consiglia di trovarsi un lavoro “finalizzato a un futuro dignitoso per chi, alla tua età, deve essere considerato un uomo”.”I toni utilizzati – scrive nell’esposto riportato dal Corriere della Sera l’avvocato Tatiana Ruperto, che assiste il giovane – apparentemente finalizzati a scopi educativi violano il diritto dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli dettato dalla Costituzione”.Ma il padre, scrive il pm, “pare mosso dall’intenzione di stimolare la crescita del figlio, bocciato per due volte di seguito, prospetta al ragazzo una serie di opzioni di crescita e nel dichiarare di non corrispondere più la somma ne enuncia i motivi e manifesta la propria disponibilità ad aiutare il figlio in diversi modi”. Per questo “non può affermarsi che sia mosso dall’intenzione di violare degli obblighi, ma da quelli di aiutare il figlio a maturare”.

 

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