Cronaca
IL DOCUMENTO Per la tentata truffa c’è la prescrizione

Il giudice su Stamina: «I politici piemontesi convinti da Vannoni»

«Davide Vannoni non solo non abbandonò, ma intensifi­cò l’opera di suggestione e con­vincimento su politici e ammi­nistratori locali. E le sue solle­citazioni, almeno all’inizio, avevano avuto successo, tanto che lo stanziamento» da mezzo milione di euro «era stato sor­prendentemente quanto im­provvisamente spostato dall’assessorato alla Sanità, contrario all’assegnazione all’associazione presieduta dall’imputato, a quello dell’In ­novazione e Ricerca, favorevo­le a tale soluzione» . Anche di questo, e cioè dei rapporti per­sonali e professionali che esi­stevano tra il fondatore di Sta­mina Foundation e i politici piemontesi, parla il giudice to­rinese Roberto Arata nelle mo­tivazioni della sentenza di “non luogo a procedere” pronunciata il 19 ottobre nel pro­cesso per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. Un’assoluzione, quella a favo­re di Vannoni, giunta solo gra­zie alla prescrizione. A carico dell’imputato, sottolinea infat­ti Arata nel documento di 37 pagine depositato in cancelle­ria, «devono ritenersi sussi­stenti gli elementi, oggettivo e soggettivo, del reato contesta­to» .
  Utilizzando la denominazione “Associazione di medicina ri­generativa onlus”, nel 2007 Da­vide Vannoni chiede alla Re­gione lo stanziamento della somma di 500mila euro
 «per lo sviluppo delle tecnologie bio­mediche applicabili nell’ambi ­to della medicina rigenerativa tramite l’utilizzo di cellule me­senchimali autologhe».

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