Cronaca
REGIONE Mentre a Roma si discutono i ricorsi, Chiamparino scherza fra calze rosse e Alessandria

Il Consiglio di Stato sulle firme false. Un’ora di battaglia, la sentenza slitta

Una decina di giorni, forse una quindicina, addi­rittura qualche settimana. La sensazione di tutti è che comunque il Consiglio di Stato possa prendersi un po’ di tempo prima di deci­dere il futuro del Piemonte ed emettere la sentenza. I ricorsi sulle firme false pre­sentati da Lega e Pensionati sono stati discussi per più di un’ora a Palazzo Spada, l’avvocatura della Regione e il legale del Pd Vittorio Barosio hanno ribadito la necessità di confermare la sentenza del Tar del luglio scorso (che salvava listino e candidatura di Chiampari­no), la controparte rappre­sentata da Francesco Save­rio Marini e Giorgio Stram­bi ha invece provato a rove­sciarla. Due i nodi princi­pali: se è corretto non con­sentire l’avvio della quere­la di falso anche per il listi­no e se vadano acquisite o meno le risultanze dell’in­dagine penale (martedì 26 c’è l’udienza preliminare per 10 fra esponenti e fun­zionari Pd). Al momento, anche dovessero essere ac­colti i ricorsi, i giudici non dovrebbero disporre l’an- nullamento delle elezioni del 2014, ma l’apertura del­la querela di falso farebbe comunque traballare la Giunta e la maggioranza di centrosinistra.
 
 Sergio Chiamparino conti­nua a ostentare tranquillità.

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