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IERI E OGGI – LE VALLETTE

L’utopia del borgo modello che accolse i figli del Boom

Sulla carta, secondo la definizione bu­rocratica con cui è nato e ancora gli appartiene, il quartiere delle Vallette non sarebbe molto più di un Complesso di edilizia economico popolare, ma basta una passeggiata in una delle zone più periferiche e giovani della città, almeno da un punto di vista urbanistico, per scoprire come la storia sia andata un passo oltre il piano regolatore e abbia saputo attribuire una precisa persona­lità a questo complesso di palazzi severi, ordinati, funzionali ad accogliere le prime migrazioni interne al nostro Paese negli anni Sessanta. Le Vallette nascono così, a ridosso del 1957, grazie ad un progetto messo in campo dall’Ina e dalla Commissione per l’ediliza popolare, insieme con l’Istituto au­tonomo per le case popolari, oggi, Agenzia territoriale per la casa.
  I primi fogli di carta millimetrata, che ridise­gnano la campagna nell’area nord occidenta­le di Torino, sono firmati dall’architetto Gi­no Levi Montalcini. La sua squadra è compo­sta dagli architetti Nello Renacco, Aldo Riz­zotti, Gianfranco Fasana, Nicola Grassi e Amilcare Raineri: toccherà a loro studiare la disposizione di almeno 16.500 alloggi che puntelleranno una superficie complessiva di circa 71 ettari e dovranno mantenere la propria vocazione d’origine in un rapporto dinamico con una natura tutt’altro che inge­nerosa nel farne uno dei quartieri più verdi di Torino. 

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