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L’episodio risale agli scontri del 2011. La procura di Torino chiede il processo

Sequestrarono carabiniere in Val Susa, indagati due No Tav

Durante gli scontri del 3 luglio 2011 in Valle di Susa fra No Tav e forze dell’ordine, che provocarono centinaia di feriti, un carabiniere venne circondato e bloccato da un gruppo di dimostranti. Per quell’episodio la Procura di Torino ha chiesto due rinvii a giudizio: gli indagati sono un anarchico romano e un piemontese. I pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo procedono per sequestro di persona, lesioni gravissime e, in relazione al fatto che al carabiniere venne portata via la pistola, rapina e detenzione di arma da guerra. Il romano è stato individuato – secondo quanto si apprende – grazie a indagini riguardanti un circolo anarchico della Capitale; il piemontese sarebbe invece l’uomo che, durante il rilascio del militare, gridò “il prossimo non torna indietro”. L’episodio si verificò in località Ramats, vicino alle recinzioni del cantiere di Chiomonte che in quelle ore venivano assaltate da centinaia di No Tav. Il carabinieri, che stava prendendo parte a una sortita delle forze dell’ordine, dopo essere rimasto isolato dal gruppo, venne circondato, malmenato e portato nella boscaglia. Fu poi rilasciato, ma i No Tav avevano cercato – senza esito – di intavolare una trattativa. 

 

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