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Cronaca
Il difensore del senegalese: “E’ stato un litigio, lui si è sentito trattato come un cane”

Omicidio Ashley, Diaw resta in cella: “Non volevo ucciderla”

Ha risposto a tutte le domande del gip Cheik Tidiane Diaw, il 27enne senegalese fermato dalla polizia con l’accusa di aver ucciso Ashley Olsen, l’americana 35enne trovata morta nel suo appartamento del centro storico di Firenze. L’uomo, interrogato nel carcere fiorentino di Sollicciano alla presenza del suo legale Antonio Voce, ha confermato la versione dei fatti data agli investigatori. “Non volevo ucciderla” ha ribadito, dicendo di essere “arrabbiato, dispiaciuto e sconvolto per l’accaduto”. Il gip Matteo Zanobini si è riservato sulla convalida del fermo, in attesa della quale il 27enne resterà in carcere. Il senegalese ha ammesso la lite e la violenza sulla ragazza, spiegando di essersi sentito “sfruttato” da lei e trattato “come un cane”. Rispondendo ad una precisa domanda del gip, ha ribadito di non averla strangolata, ma di averla presa per il collo con l’intenzione di sollevarla. Secondo quanto affermato dal legale, la linea difensiva si attesterà sull’ipotesi dell’omicidio preterintenzionale. “L’unico gesto che” Diaw “ha fatto sul collo della ragazza è stato quando l’ha tirata su da terra, compiendo un gesto probabilmente sconsiderato. La ragazza si è alzata e lui l’ha portata sul letto” ha spiegato Voce, parlando con i giornalisti al termine dell’interrogatorio di garanzia. Ai giornalisti che gli chiedevano se le due lesioni craniche potessero essere la causa della morte della giovane americana, l’avvocato ha risposto: “Assolutamente sì. Sono due fratture importantissime. La giovane ha sbattuto sul pavimento. Ci sono due ematomi interni di cui si sono accorti tramite la tac“. Sul contesto nel quale è maturato l’omicidio, Voce ha poi spiegato: “E’ un contesto di assunzione di alcol e di stupefacenti. Ci sono due ragazzi giovani probabilmente inconsapevoli degli effetti di queste sostanze in dosi importanti”. I due giovani si erano incontrati per la prima volta quella notte? “Si, è stato proprio un incontro occasionale – ha aggiunto Voce – lui si è sentito male uscendo dal locale ed è stata la ragazza ad invitarlo ad andare a casa sua”. Diaw “è ancora molto confuso, sta soffrendo molto questa situazione, è dispiaciutissimo; non pensava che sarebbe successo quello che poi è successo – ha ribadito ancora il difensore del senegalese – è molto scosso. Si è pentito di averle dato quella spinta, non voleva uccidere assolutamente”. E per quanto riguarda il telefonino della vittima, trovato in possesso del senegalese “ha preso quella della ragazza per sbaglio” perché il suo cellulare “era accanto a quello di Ashely” ha spiegato Voce. “Siccome il suo telefono non funzionava ci ha messo dentro la sua scheda – ha proseguito l’avvocato – e questo vi dà la sensazione della capacità del ragazzo di voler nascondere i fatti, e visto che sapeva delle condizioni della ragazza ha fatto l’11, che pensava fosse un numero di emergenza. Poi ha provato a chiamare anche altre persone, il locale Montecarla e i buttafuori per dire che era successo quello che era successo. Quindi ha ammesso di aver tentato di chiamare i soccorsi“. 

 

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