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Cronaca
L’uomo pagò un debito della vittima

Preso Max il lavandaio. L’arresto dell’estorsore riapre il giallo di Rivalba

Nella lunga lista degli arrestati di ieri ci sono molti nomi noti alle cronache cittadine ma sono soprattutto due quelli che più hanno “incuriosito” i carabinieri: Massimiliano Ungaro, 41 anni, e il suo amico Mario Convertino, 51 anni. I loro due nomi infatti erano già emersi nel 2011 durante le indagini per l’omicidio di Paolo Pilla a Rivalba. Un giallo irrisolto: gli assassini dell’uomo non sono mai stati trovati ma la scoperta del coinvolgimento di due suoi “amici”con la criminalità organizzata potrebbe aprire nuovi scenari e ridare impulso alle indagini del nucleo investigativo dei carabinieri. È il 2 agosto 2011 quando in collina viene ucciso Paolo Pilla, informatico di 34 anni, con due colpi di pistola sparati a bruciapelo alla testa. Una esecuzione, dopo la quale il suo cadavere viene sepolto nel giardino di una casa di Rivalba che aveva da poco comprato all’asta per 80mila euro. Nello stesso giardino, gli investigatori trovano altre misteriose buche. Analisi dei Ris, tabulati telefonici al setaccio, amicizie e frequentazioni passati al microscopio: la scena del delitto e la vita dell’uomo vengono passateal setaccio. Imilitari scoprono che l’informatico aveva alcune brutte amicizie e seguono una miriade di piste diverse ma tutte si concludono in un tunnel senza uscita. Anche i ripetuti appelli dei parenti cadono nel vuoto: nessuno si fa avanti per aiutare i carabinieri a fare luce sul mistero.

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