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IL CASO Il 37% non aderisce a progetti di integrazione

Rifugiati come fantasmi. In città sono in duemila senza regole e controllo

Il buco nero nell’accoglienza, quello che permette di sfuggire alle maglie dei controlli e di commettere reati, spesso impuniti, riguar­da senza dubbio i richiedenti asilo politico, i rifugiati.
  «Non certo o solo marginalmente i profughi che vengono presi in cari­co dalle associazioni o che sono inseriti all’interno di seri progetti di accoglienza», spiega una dei re­sponsabili dell’associazione Libe­ri Tutti, impegnata nell’assistenza dei profughi “Mare Nostrum“.
  Tra i richiedenti asilo e tra coloro che avevano ottenuto lo status di rifugiato, c’erano anche i due fero­ci rapinatori georgiani che il 16 dicembre scorso hanno massacra­to il mite cinese titolare di una tabaccheria in corso Belgio. Preso a pugni e calci, colpito a coltellate, il commerciante ha perso la vista ad un occhio, mentre a distanza di un mese dal colpo, i due banditi sono stati assicurati alla giustizia. Quel che emerge dai dati ministeriali che si riferiscono al 2014, i richiedenti asilo politico in Italia sono stati 64.886, 5.407 solo a Torino e di questi, ben 2mila (il 37%) non è stato inserito in alcun
 progetto e non viene seguito da nessuna coo­perativa od associazione.

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