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A porte chiuse e con rito abbreviato. Assenti i familiari della vittima

Tabaccaia uccisa, al via il processo ad Asti. Folletto piange in aula

E’ iniziato questa mattina ad Asti il processo, a porta chiuse e con rito abbreviato, a Pasqualino Folletto, il magazziniere di 46 anni reo confesso dell’omicidio della tabaccaia astigiana Maria Luisa Fassi, avvenuto il 4 luglio del 2015. Davanti al giudice Alberto Giannone, il pm Luciano Tarditi, l’imputato, che ha sempre parlato di una rapina finita male, gli avvocati difensori Silvia Merlino e Stefano Romagnoli, il legale della famiglia Fassi, Pierpaolo Berardi. Folletto, secondo quanto riferito da uno dei due legali difensori, Silvia Merlino, al termine dell’udienza, è scoppiato a piangere in aula. L’uomo, che stringeva in mano alcune foto dei figli e un bigliettino di Natale che gli avevano scritto i bambini, ha sempre tenuto la testa bassa e non si è mai tolto il giubbotto. “In questa prima udienza – ha aggiunto il legale difensore, Romagnolo – sono state discusse solo questioni procedurali”. Accettata la perizia presentata dalla difesa, nella quale emerge che Folletto “è capace di intendere e volere”. “La reiterazione delle coltellate – ha spiegato Merlino – è un gesto compulsivo slegato dall’aspetto volontario”. I familiari di Maria Luisa Fassi erano assenti. Hanno, infatti, preferito non partecipare all’udienza in tribunale, poiché “non avrebbero potuto reggere la presenza di Folletto in aula”. A dirlo l’avvocato di parte civile delle famiglie Fassi e Vignale,  Berardi. La prossima udienza si terrà il 1 febbraio.

 

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