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Economia
Pubblico & Aziende

Il carrozzone delle “partecipate” tra sprechi e concorrenza sleale

Periodicamente e sempre prima delle elezioni, in Italia, si evidenzia la necessità di ridurre il capitalismo pubblico, cioè la presenza delle imprese controllate o partecipate dallo Stato piutto­sto che dagli enti locali, a partire da Regioni e Comuni. Le ragioni di quest’ennesima priorità na­zionale sono diverse: il capitalismo pubblico fa concorrenza sleale agli operatori privati e, spesso, ha gestioni in rosso (le perdite vanno a carico del contribuente), è inefficiente, clientelare, autorefe­renziale, bacino di corruzione. Nonostante tutti i suoi vizi, però, il capitalismo pubblico italiano non arretra e non viene neppure ridimensionato. Gli annunci dei tagli restano annunci e la spending review uno slogan. Al contrario, ogni tanto, si regi­stra il proposito o addirittura l’avvio di qualche nuova iniziativa imprenditoriale da parte di soggetti pubblici con le più varie motivazioni e senza alcuna considerazione della sua sostenibilità economica.

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