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Cronaca
L’eccezionale intervento al San Giovanni Bosco

Con la tecnica di ossigenazione salvata donna in chemioterapia

Di ossigenazione extracorporea, tecni­camente chiamata “Ecmo”, si era sentito parlare all’epoca della temutissima in­fluenza aviaria, quando nei casi gravissi­mi i pazienti che sviluppavano una grave insufficienza respiratoria venivano “at­taccati all’Ecmo” per mettere a riposo i polmoni malati fino al completo recupe­ro. Questa macchina, in via assolutamente straordinaria, è stata usata qualche setti­mana fa nella rianimazione dell’ospedale San Giovanni Bosco per trattare un tumo­re maligno del sangue su una paziente di 50 anni che aveva sviluppato una grave complicanza respiratoria a seguito di un linfoma di Hodgkin. E i risultati sono stati straordinari. Si tratta del primo caso registrato al San Giovanni Bosco e uno dei pochi in Europa di impiego dell’Ecmo nel campo dell’on­coematologia.

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