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Cronaca
Le aggressioni di Capodanno

Colonia, polemiche dopo le molestie alle donne. La sindaco: “Lontane dagli stranieri”

Non si placa la polemica dopo le aggressioni da parte di un migliaio di immigrati denunciate da 90 donne nella notte di Capodanno a Colonia. In difficoltà il governo di Angela Merkel, nel mirino non solo dell’opposizione ma anche degli alleati della Cdu: sotto accusa la politica delle porte aperte per i rifugiati voluta dalla cancelliera in estate, nonostante nulla dimostri al momento che gli autori delle violenze siano profughi giunti da poco. Il ministro dell’interno, Thomas de Maizière, promette che i responsabili delle violenze – fino a mille persone, molte delle quali sarebbero immigrati o figli di immigrati tra i 15 e i 35 anni – saranno “puniti indipendentemente dal loro paese d’origine” e critica duramente la polizia di Colonia per come ha gestito la mandria dei violenti. Finora solo tre uomini sono stati identificati e nessuno è stato ancora arrestato. A fare discutere è anche la dichiarazione del sindaco di Colonia, Henriette Reker, che suggerisce alle donne, tra le altre cose, a tenere “a un braccio di distanza” gli sconosciuti. La polizia di Colonia intanto lancia l’ipotesi che l’aggressione fosse organizzata e collegata a bande di criminali comuni: in passato, a Dusseldorf, si sarebbero registrati fatti simili, sia pure su scala minore: molte donne furono distratte con violente moleste sessuali allo scopo di derubarle. La vicenda scatena reazioni politiche anche in Italia: il leader leghista Matteo Salvini propone “una bella castrazione chimica” per “le centinaia di schifosi che hanno aggredito e violentato decine di donne”, mentre il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, twitta che il “buonismo interessato di Angela Merkel produce violenza e conseguente razzismo”.

 

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