Cronaca
L’INCHIESTA L’avvocato chiede la scarcerazione del panettiere: «Nel 1963 lui era già stempiato»

Delitto Caccia, il giallo dell’identikit. «Quello non è il volto di Schirripa»

«Quell’uomo non sono io», aveva spiegato Rocco Schirri­pa subito dopo essere finito in manette con l’accusa di aver sparato all’ex procuratore capo di Torino, Bruno Caccia. «Quell’uomo non è Schirripa», ribadisce adesso il suo difenso­re, l’avvocato Basilio Foti, ba­sandosi sull’identikit che nel 1983 era stato fatto del killer del magistrato. «L’uomo che venne ritratto in quella foto ­spiega infatti il legale – aveva una straordinaria capigliatura: Schirripa, invece, è stempiato dall’età di 26 anni». Il mistero si infittisce.
  L’ex panettiere 62enne era sta­to arrestato a Torino il 22 di­cembre scorso con l’accusa di essere uno degli esecutori ma­teriali dell’omicidio di Bruno Caccia, il magistrato freddato a colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983. Il suo legale, l’av­vocato torinese Basilio Foti, ha nel frattempo presentato, pres­so il tribunale del Riesame del capoluogo piemontese, un’istanza di revoca dell’ordi­nanza di custodia cautelare che era stata chiesta e ottenuta alcune settimane fa dai magi­strati della procura milanese. La richiesta presentata dalla difesa di Schirripa verrà tra­smessa nei prossimi giorni ai giudici del tribunale del Riesa­me del capoluogo lombardo, competenti a livello territoria­le per i casi che riguardano magistrati e giudici torinesi. L’udienza verrà fissata a bre­ve.

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