Il Borghese

Il vostro voto è importante

Èvproprio vero che Torino è cambiata in tutto.vPolitica compresa. Di questi tempi cinque anni fa rincorrevamo non i candidati sindaco, ma gli aspi­ranti tali, ossia i partecipanti alle primarie di coalizione. Con i banchetti, i volantini, i volontari che ci fermavano al mercato infilando nella borsa della spesa il santino del loro favorito. Oppure sul Web, con quel voto on line che, sinceramente, ha sempre convinto poco un po’ tutti. C’era fermento che della politica è un po’ il lievito che fa montare il dibattito, orientare le scelte, circolare le idee. Poco o tanto che fosse, in quei mesi, si respirava un’at­tenzione ai messaggi di una politica ancora vitale. Poi un terremoto. Un cataclisma che ha cambiato tutto, ha raso al suolo i castelli della politica e ha mandato in soffitta i suoi riti. La chiamano antipolitica. In realtà è il sintomo di uno stravolgimento delle regole con tre governi nazionali non scelti dagli elettori, con l’az­zeramento delle giunte regionali travolte dagli scandali dei rimborsi facili e delle firme false, gli scandali che hanno investito tante amministrazioni comunali, come la stessa Capitale ci insegna. E soprattutto c’è stata la fine di un bipolarismo che defi­nivamo addirittura perfetto e che con tutti i suoi difetti distribuiva patenti di vincitori e di vinti. Il morbo, se possiamo definirlo così, ci ha consegnati all’incertezza, ha fatto emergere figure forti come quella del pre­mier Renzi, di un capopopolo prestato alla politica come Grillo e ha messo all’angolo figure storiche, a cominciare da Berlusconi per finire a Bossi, D’Alema, Bersani, Fini. E la sinistra erede della tradizione del Pci. E noi? Siamo stati a guardare. Senza la pos­sibilità di dire la nostra almeno sui grandi temi nazionali. Ma Torino, come l’Italia, ha bisogno del confronto e della possibilità quantomeno di scegliere i candidati a sin­daco. Così, andando controcorrente, Cro­nacaQui rilancia quelle primarie abbando­nate lungo la strada dai partiti, compresi il Pd e il Movimento Cinque Stelle che altrove le faranno. Abbiamo individuato sessanta nomi e li abbiamo suddivisi sotto le insegne del centrodestra, del centrosinistra, della nuova sinistra radicale, del Movimento Cin­que Stelle e dell’immancabile società civile, brutta etichetta che sta a indicare quei pri­vati cittadini che potrebbero essere chiamati a occuparsi della cosa pubblica. E vi diamo la parola nel modo più semplice possibile, come è costume di CronacaQui. Un taglian­dino – no fotocopie – da compilare e spedire. Una sfida al silenzio dei palazzi, per far sentire la voce della strada che da quat­tordici anni è anche la nostra.

 

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