Cronaca
IL REPORTAGE Nel vecchio stabilimento alle porte di Torino

Bmw, droga e techno. I tre giorni del “rave” nei capannoni Viberti

Chi ancora ha la forza di muovere le gambe in questo baccanale folle, selvaggio, sen­za regole, somiglia ad uno zom­bie. Balla da ore, tenuto su da ogni genere di droga, ma la sua danza, ormai, si limita ad un ciondolio apatico davanti alle casse che sparano mitragliate di musica techno, nello spettrale scenario di una fabbrica abban­donata e trasformata nella di­scoteca abusiva più grande d’Europa a partire dal veglione di San Silvestro. Il rave illegale alla Viberti di Nichelino, un ra­duno enorme, pianificato da settimane e che nella notte di Capodanno ha portato quasi 3mila persone da mezzo conti­nente nello stabilimento di via Giacomo Matteotti, si è conclu­so domenica. Tre giorni di «fe­sta », come la chiamano i suoi adepti, senza soluzione di con­tinuità in capannoni industriali invasi da camper, tende e bivac­chi in cui suonano i cosiddetti “sound system”, autentici muri di casse fagocitanti bassi duri e violenti. Un delirio che è andato avanti fino all’irruzione dei ca­rabinieri, domenica mattina, a festa ormai finita, con le identi­ficazioni di rito che hanno por­tato a 665 denunce per invasio­ne di terreni ed edifici di altrui proprietà, oltre al sequestro de­gli impianti audio e tre furgoni che li trasportavano dalla Fran­cia. Tra tossici e maniaci dell’elettronica si sono ritrovati anche due minorenni: un di­ciassettenne di Pavia scappato di casa un anno fa e una sedi­cenne di Pisa in fuga da una comunità di Varazze. Senza om­bra di dubbio, la voce di una grande “party clandestino” alle porte di Torino li ha raggiunti tramite il web, dove è rimbalza­ta per giorni e soprattutto sui social network.

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