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RETROSCENA Lo sgombero potrebbe cominciare a febbraio

Il piano del Comune per “liberare” il Moi. «Chieste le risorse»

L’occasione migliore è sfumata in estate, quando lo sgombero del Moi è stato rimandato perché non sussistevano «le modalità più op­portune, in base alle esigenze di ordine pubbli­co e sociali del caso» indicate da Palazzo di Giustizia per mettere in atto il piano a cui Palazzo Civico sta lavorando da tempo e nel più stretto riserbo. Un progetto per li­berare le quattro palazzine del Vil­laggio Olimpico, occupate da circa 800 migranti a partire dalla prima­vera del 2013, nonché oggetto di un’ordinanza di «sequestro pre­ventivo» ratificata un anno fa dalla Procura di Torino, con l’apertura di un fascicolo relativo all’occupa­zione in cui compaiono i nomi di due indagati legati agli ambienti dell’antagonismo di matrice anar­chica e autonoma. «Abbiamo chie­sto a Roma delle risorse straordina­rie » spiega il sindaco Piero Fassino, pur non parlando di «sgombero» ma non escludendo un intervento strutturato sul modello delle operazioni condotte quest’anno per il «supera­mento » del campo nomadi di lungo Stura Lazio. «Sarà così» chiosa Fassino a margine della conferenza stampa di fine anno a Palazzo Civico.

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