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Cronaca
Il procuratore capo: “Proseguiremo lungo la strada tracciata da lui”

Guariniello in pensione, Spataro: “Da suo impegno progresso sociale”

“Ha lavorato da magistrato per circa 48 anni, progressivamente dimostrando che le emergenze criminali per il nostro Paese non sono costituite solo da mafia, terrorismo, corruzione ed altri gravi reati e che il carcere non è la soluzione per i mali che ci affliggono: il suo impegno a tutela dell’ambiente, nonché della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, quello nell’interesse dei consumatori e a tutela della libertà commerciale hanno determinato un progresso sociale diffuso, giovando a tutti i cittadini italiani”. Con queste parole il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, ha salutato Raffaele Guariniello, che da domani sarà ufficialmente in pensione. “La gratitudine – ha ricordato Spataro – che vittime e parenti delle vittime dei reati di cui si occupa costantemente manifestano al collega non è certo casuale”. Il procuratore capo di Torino ha poi ricordato che “l’innovazione investigativa di cui è stato protagonista, il fecondo rapporto di collaborazione con la polizia giudiziaria, la sua attenzione alle spesso impreviste conseguenze negative dell’evolversi della tecnologia e la motivata convinzione della necessità di un agire specializzato dei pubblici ministeri hanno determinato sia nuove modalità di organizzazione degli uffici giudiziari, sia interventi del legislatore in grado di cogliere spunti per interventi positivamente innovativi”. Spataro ha assicurato che la Procura di Torino intende proseguire lungo la strada tracciata da Raffaele Guarinello, “preservandone e, se possibile, rafforzando l’azione del gruppo specializzato da lui fino ad oggi coordinato, di cui sarà a breve designato, a seguito di ‘procedura concorsuale interna, il nuovo coordinatore”. “A Raffaele Guariniello dico ‘caro Raffaele, grazie per tutto, grazie per sempre…!’, una frase che esprime gratitudine senza confini ed il bisogno della sua scienza giuridica, della sua cultura e della sua umanità”, ha concluso Spataro.

 

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