Il Borghese

Doniamoci la speranza

Natale. Guardo il presepe scolpito, dove sono i pastori appena giunti alla povera stalla di Betlemme.
  Anche i Re Magi nelle lunghe vesti salutano il potente Re del mondo.
  Pace nella finzione e nel silenzio delle figure di legno: ecco i vecchi del villaggio e la stella che risplende, e l’asinello di colore azzurro.
  Pace nel cuore di Cristo in eterno; ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
  Anche con Cristo e sono venti secoli il fratello si scaglia sul fratello.
  Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino che morirà poi in croce fra due ladri?
 
Così scriveva in versi Salvatore Qua­simodo che molti di noi hanno stu­diato a scuola. La poesia l’ho ri­trovata in un libro con la copertina protetta da un foglio di giornale ormai ingiallito. E mi è venuta voglia di regalarvela in oc­casione di questo Natale ormai incalzante. Un augurio sincero a tutti voi, con qualche riflessione che può partire proprio dal significato delle parole del poeta. Attuali, mi paiono, come poche altre. C’è il nostro credo, le tradizioni, il presepe con i pastori e i Re magi quasi sullo sfondo. Ma so­prattutto c’è l’amara constatazione che se la nascita del Cristo ha portato la pace nel mondo, bisogna riconoscere che nel cuore dell’uomo non regna alcuna pace. Ce lo dice la storia, obietterà qualcuno. Ma come dimenticare la tragedia di Parigi, la ferocia dei terroristi, le vittime innocenti? E poi quello stillicidio di cattiveria quotidiana soprattutto sulle donne, sui bambini e su­gli anziani? L’uomo è in lotta con se stesso e con i suoi simili, e sebbene siano trascorsi duemila anni dalla nascita di Gesù, pur­troppo si continua a uccidersi a vicenda. Non voglio intristirvi, anzi. Ma invitarvi a riflettere sulla nostra identità, su quanto di buono abbiamo saputo costruire. Sull’or ­goglio di aver superato ancora una volta il crinale di una crisi che pareva irrever­sibile. In fondo perché non immaginare, in questo Natale, che possiamo farcela a stare meglio? A dare un futuro decente ai ra­gazzi senza lavoro in una società con più eguaglianza sociale? Con meno frizzi e più opere buone? Le luci sono più splendenti, in strada. I negozi traboccano di persone affannate. Il cenone sarà più ricco, o al­meno decoroso. Forza, mettiamoci un po­co di ottimismo. In fondo siamo migliori di quanto questo mondo un poco distratto, immagini.
  Buon Natale!
 
  

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo